Arcobaleno e stelle e strisce: le sole bandiere consentite

di Diego Fusaro

È bene dirlo apertamente, senza perifrasi né edulcorazioni. La marcia onniavvolgente della mondializzazione capitalistica procede mediante la dinamica dell’inclusione neutralizzante. Include tutti i popoli del pianeta nel modello del mercato unico e della società falsamente detta, con timbro popperiano, “aperta” e, sinergicamente, neutralizza tutte le determinazioni non affini e non omogenee rispetto al mondialismo (lingue, tradizioni, diritti sociali, identità, ecc.). La globalizzazione è, per ciò stesso, una “inglobalizzazione”, che tutto sussume sotto di sé e tutto neutralizza. È, per impiegare una nota categoria di Carl Schmitt, un processo di Neutralisierung, una dinamica esiziale di “neutralizzazione”: processo in forza del quale deve prevalere unicamente il neutro, l’indistinto, l’indifferenziato. Lo si evince, oltretutto, dalla negazione delle identità plurali che viene oggi imposta a tutti i popoli del pianeta. Per questo, la nostra è l’epoca politicamente corretta in cui le sole bandiere consentite sono quella arcobaleno e quella USA. Il lato sinistro della mondializzazione (variante arcobaleno-boldriniana) e il lato destro (imperialismo a stelle e strisce) procedono separati e colpiscono insieme: delegittimano ogni forma di resistenza nazionale che voglia ripartire dallo Stato sovrano nazionale democratico come baluardo contro la mondializzazione sradicante e come fortilizio in difesa dei diritti del lavoro e delle conquiste sociali.

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