Ars: i deputati del PD scappano dall’Aula per non votare la mozione contro gli scippi di Renzi

Ieri, all’Assemblea regionale siciliana, abbiamo assistito a una scena quasi comica: i parlamentari del PD che sono letteralmente fuggiti da Sala d’Ercole per non votare una mozione che ha comunque sortito un effetto politico importante: ha certificato che il Governo Renzi ha scippato alla Regione siciliana un sacco di soldi. Oggi pomeriggio la seconda puntata di questa ‘operetta’ parlamentare. In questo articolo riassumiamo i termini della questione

 

di Giulio Ambrosetti

Ragazzi, da non crederci! Sì, proprio da non crederci. Perché non è cosa di tutti i giorni assistere a una scena quasi comica: quindici, venti e forse più deputati di Sala d’Ercole che fuggono letteralmente dall’Aula! Parliamo – questo l’avrete già capito – del nostro Parlamento: il Parlamento siciliano che ha sede a Palermo, nel Palazzo Reale.

La scena, anzi, la sceneggiata è di ieri pomeriggio. Oggi vi raccontiamo la prima puntata. Stasera vi racconteremo la seconda puntata.

Eh già, perché il Parlamento siciliano è stato convocato per oggi pomeriggio alle 16,00. Per provare a completare quello che è stato lasciato a metà ieri. Ma andiamo con ordine.

Cos’è successo, ieri, a Sala d’Ercole? E’ successo che la presidenza dell’Assemblea regionale siciliana, bontà sua, dopo circa un anno, ha messo in discussione una mozione che, se verrà approvata dal Parlamento dell’Isola, dovrebbe impegnare il Governo siciliano – nella persona del presidente della regione, Rosario Crocetta – a rivedere i termini di un accordo che il nostro governatore ha firmato nel Giugno del 2014.

Forza del popolo è da poco in rete. Magari i nostri lettori conosceranno, per grandi linee, la storia che stiamo raccontando. In ogni caso, a beneficio di chi non sa quello che ha combinato due anni fa il nostro governatore Crocetta, proviamo a riassumere i termini della questione.

Nel 2014 la Corte Costituzionale, con una sentenza, dà ragione alla Sicilia (intesa come Regione siciliana) su un tema cruciale: la cosiddetta territorializzazione delle imposte.

La questione è antica. Basti pensare che, dopo 70 anni di Autonomia, il contenzioso tra lo Stato e la Regione siciliana è ancora in piedi.

Su un punto importante di questo contenzioso – alcune imposte legate al territorio – la Consulta dà ragione alla Sicilia. Morale: lo Stato deve versare alla Regione siciliana un bel po’ di soldi. Quanti? All’inizio si parla di “qualche miliardo di Euro”. I conti li fa il professore Massimo Costa, che nella vita fa il docente universitario.

Per sfortuna del Governo Renzi, il professore Costa insegna presso la facoltà di Economia e Commercio di Palermo. Insomma, è un economista. Esperto – sempre per sfortuna di Renzi e compagni – in contabilità pubblica.

Morale: per il professore Costa lo Stato, in forza di questa sentenza della Corte Costituzionale, deve versare alla Regione siciliana oltre 5  miliardi di Euro.

Cosa fa, allora, Renzi? Convoca a Roma il nostro ‘geniale’ presidente della Regione. E gli propone un accordo assai strano: la Regione siciliana rinunci, per quattro anni, agli effetti positivi di tale sentenza. E’ una follia, perché nel 2014 la Regione siciliana è già in crisi.

Parliamo di una crisi finanziaria provocata dal Governo nazionale, che nel 2013 ha tolto dal Bilancio della Regione 915 milioni di Euro per “risanare i conti dell’Italia”. Lo scippo viene replicato nel 2014, quando il Governo Renzi si prende dal Bilancio della Regione siciliana un miliardo e 150 milioni di Euro, più altri 200 milioni di Euro per pagare i famigerati 80 Euro.

(Quello che nessuno spiega agli italiani è che Renzi ha sì erogato 80 Euro al mese ai cittadini con redditi inferiori a mille e 500 Euro al mese, ma ha fatto pagare questi costi non allo Stato, ma alle Regioni! Bravo Renzi a farsi bello con i soldi degli altri, no?).

Insomma, quando Crocetta rinuncia, per quattro anni, agli effetti della sentenza della Corte Costituzionale regala, praticamente, 5 miliardi di Euro allo Stato. Il nostro presidente della Regione firma questo ‘Patto scellerato’ senza nemmeno avvertire il Parlamento siciliano: decide e firma a nome di 5 milioni di Siciliani senza che i Siciliani sappiano nulla!

Il primo ad accorgersi del ‘Patto scellerato’ è l’ex assessore regionale al Bilancio, Franco Piro, che scrive un articolo su tale argomento sul quotidiano on linea, LinkSicilia.

La notizia diventa pubblica, ma il Parlamento siciliano fa poco. Anzi, se proprio la dobbiamo dire tutta, il primo anno non fa nulla.

Nel 2015 a sollevare la questione sono i parlamentari del Movimento 5 Stelle e  il gruppo parlamentare del partito dei Siciliani. Un deputato di quest’ultimo schieramento politico – Toti Lombardo – presenta la mozione che punta a rimettere in discussione il ‘Patto scellerato’ di due anni fa.

Questa mozione rimane ‘insabbiata’ per un anno. Ieri, finalmente, il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, l’ha messa in discussione.

A giudicare da quello che abbiamo visto ieri – ci riferiamo all’atteggiamento un po’ ‘isterico’ dei parlamentari del PD – il presidente Ardizzone non deve avere concordato il dibattito su questa mozione con il Partito Democratico. E’ per questo che i parlamentari di questo partito sono letteralmente scappati da Sala d’Ercole? Sembra proprio di sì.

Per completezza d’informazione verso i nostri lettori, va detto che la mozione, anche se approvata, non vincola il Governo Crocetta a ridiscutere – o, quanto meno, a chiedere a Renzi di ridiscutere – il ‘Patto scellerato’ del 2014. Insomma, il presidente della Regione, anche se la mozione dovesse essere approvata, può ignorarla.

Il problema è che la mozione ha una grande valenza politica. Che si può riassumere in quattro punti. 

In primo luogo, perché certifica che il Governo Renzi, grazie al ‘Patto scellerato’ del 2014, si è preso i soldi di 5 milioni di Siciliani: 5 miliardi di Euro di imposte che, invece di finire a Roma, dovrebbero restare in Sicilia!

In secondo luogo, perché certifica che Crocetta, nel Giungo del 2014 non solo è stato scorretto verso il Parlamento siciliano, non mettendolo al corrente del ‘Patto scellerato’ che si accingeva a firmare, ma ha anche sbagliato, perché l’accordo che ha firmato ha danneggiato la Regione siciliana.

In terzo luogo, perché, piaccia o no, la mozione porta alla ribalta una magagna di Crocetta, dando a noi giornalisti l’opportunità di spiegare ai Siciliani il danno che ha fatto questo personaggio alla nostra terra.

In quarto luogo, perché mette in difficoltà i deputati regionali del PD. Mettetevi nei loro panni: se votano sì alla mozione smentiscono il presidente della Regione che hanno eletto e che sostengono in Aula e, soprattutto, creano difficoltà politiche a Renzi, che verrebbe messo in cattiva luce agli occhi di 5 milioni di Siciliani; per non parlare della ‘vendetta politica’ che lo stesso Renzi potrebbe esercitare sui deputati di Sala d’Ercole del PD che voterebbero sì a tale mozione. Viceversa, se i deputati regionali del PD voteranno no alla mozione, passerebbero per ‘ascari’ agli occhi dei Siciliani: cioè per politici siciliani che, invece di fare gli interessi della Sicilia, fanno le ‘fusa’ al Governo Renzi.

E’ proprio per questo quarto punto che i deputati regionali del PD, ieri, sono scappati da Sala d’Ercole: perché non sanno cosa fare.

Non vogliono inimicarsi Renzi, ma non vogliono nemmeno passare per ‘ascari’ agli occhi dei Siciliani. Per loro la soluzione sarebbe stata quella di non discutere la mozione.

Loro, i deputati regionali del PD, somigliano simpaticamente un po’ a quelli che Dante mette nell’Antinferno: gli ignavi: quelli, cioè, che non acquistano gloria né nel bene, né nel male…

Come finirà?

Ieri l’assessore all’Economia, Alessandro Baccei – l’uomo che Renzi ha imposto al Governo regionale – ha detto che i soldi, alla fine, “sono appena 800 milioni di Euro”. Da dove Baccei abbia tirato fuori questo dato non si capisce. I soldi che lo Stato deve alla Regione siciliana, infatti, sono molti di più.

Messo alle strette Baccei ha ammesso comunque uno scippo di 800 milioni di Euro: e questo è un fatto politico importante. E’ passato il principio, fino ad oggi negato da Roma e da Crocetta, che lo Stato a trattenuto soldi della Regione siciliana.

Detto per inciso, erogando questi 800 milioni di Euro certificati ieri da Baccei – e sommandoli ai 550 milioni che lo Stato si è impegnato a versare alla Regione – già verrebbe meno l’attuale crisi di liquidità. Non ci sembra un fatto secondario. Anzi.

La seduta del Parlamento siciliano di ieri, come già accennato, è stata sospesa. E rinviata ad oggi pomeriggio alle 16,00. Si voterà? O i deputati del PD, su pressione di Renzi, eserciteranno pressioni sulla presidenza dell’Ars per ‘ammugghiare’ tutte cose, come si dice dalle nostre parti, inventando qualche sotterfugio per non votare?

Stasera ne sapremo di più.

AGGIORNAMENTO

L’Ars approva la mozione contro gli scippi finanziari del Governo Renzi

SUL TEMA:

“Una Sicilia con le carte in regola”. E le carte dello Stato, come sono?

 

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