Comune di Palermo: Leoluca Orlando ‘indaga’ sul TAR Sicilia. E il capogruppo del PD…

Al sindaco della città, Leoluca Orlando, e al capogruppo del PD al Comune di Palermo, Rosario Filoramo, non va giù l’ordinanza dei giudici del TAR Sicilia che ha bloccato la ZTL. Il primo ha annunciato che sta “indagando” sui magistrati del TAR; il secondo ha detto che il pronunciamento dei giudici è un “provvedimento politico”. Come Berlusconi, i due attaccano la Giurisdizione. Non sarebbe il caso di mandarli a casa entrambi?

di Giulio Ambrosetti

Care lettrici e cari lettori di questo blog, vi dobbiamo dare una notizia: dopo oltre trent’anni di attività politica, in verità non sempre esaltante, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, è arrivato al capolinea. Insomma l’ultima che ha combinato è veramente grossa. Sì, ha passato il segno. Perché quando un uomo delle istituzioni – e il sindaco di una qualunque città è, fino a prova contraria, un uomo delle istituzioni – dicevamo, quando un sindaco, quando il sindaco di Palermo attacca frontalmente la Giurisdizione, beh, ragazzi, bisogna mandarlo a casa. Perché un uomo delle istituzioni non può attaccare la Giurisdizione. Se questo succede e passa in cavalleria, significa che un Paese ha smarrito il senso delle istituzioni e non c’è più lo Stato.

Certo, non si può pretendere che tutti siano come Socrate. Ma c’è un limite a tutto. Oltre questo limite, c’è il caos. Chissà se il sindaco di Palermo, in queste ore, sta riflettendo sulle frasi che ha pronunciato qualche giorno fa in Consiglio comunale. Prima di commentare queste frasi dobbiamo fare qualche passo indietro per raccontare ai nostri lettori perché, a un certo punto, Orlando ha deciso di attaccare, frontalmente, i giudici del TAR Sicilia, sigla che sta per Tribunale Amministrativo Regionale della nostra Isola.

Alla fine dello scorso anno, a tempo di record, vengono completate le prime tre linee di Tram. Sono, sì e no, 15 chilometri di strada ferrata realizzati nelle vie della città. Sono costati, questi 15 chilometri di ferrovia, oltre 320 milioni di Euro. Una cifra colossale sulla quale ha gettato gli occhi poco più di un anno prima – nell’Ottobre del 2014 – l’Autorità nazionale anticorruzione presieduta dal magistrato Raffaele Cantone. Che segnala fatti gravi nella gestione di questi lavori. E, soprattutto, sperperi di denaro pubblico. Ribadiamo: oltre 320 milioni di Euro sono veramente tanti. Troppi.

La magistratura penale di Palermo trova tutto regolare. O quasi. Perché se non ci sono profili penali, ci sono, però, profili contabili non esattamente cristallini. Insomma, 80 milioni di Euro sembrano un po’ ‘ballerini’. Su questi soldi si pronuncerà la Corte dei Conti. Si vedrà.

Il Comune, intanto, deve mandare avanti il Tram che è stato realizzato in frett’e furia. Ed è anche logico: da un quindicennio, a Palermo, si lavora su opere ferroviarie colossali. I lavori per il Passante ferroviario – opera maestosa che collegherà l’aeroporto ‘Falcone-Borsellino’ (già Punta Raisi) con Palermo-città (con circa 20 fermate nella stessa città) e poi Palermo con Cefalù sono interrotti. Sono costati già 800 milioni di Euro, ma non si va avanti. Sembra abbiano trovato una vena d’acqua nella parte interrata di questa futura metropolitana, che per metà è in superficie e per l’altra metà, per l’appunto, va sottoterra.

Un’altra grande opera – il riadattamento di una vecchia linea ferroviaria che nel passato attraversava una parte della città, definita ‘anello ferroviario’ – è anch’essa bloccata. Altri 100 milioni di Euro ‘immolati’ sull’altare dei grandi appalti di Palermo. Soldi ‘spesi bene’.

Di queste grandi opere l’unica cosa completata – la più semplice, anche se costosissima – è, per l’appunto, il Tram. A Dicembre dello scorso anno, come già accennato, le tre o quattro linee di Tram della città sono l’unica cosa completata di 10-15 anni di appalti che hanno ridotto Palermo in quasi macerie. La città è piena di trincee, strade chiuse, oltre mille alberi abbattuti, Piazza Politeama – il cuore di Palermo – irriconoscibile, tra alberi tagliati e trincee. Una vergogna.

Dopo tutti questi anni di appalti in caduta libera non hanno ancora arrestato nessuno, debbono ‘mangiarsi’ chissà quante altre centinaia di milioni di Euro, ma almeno una cosa pronta da debbono dare in ‘pasto’ alla città: per questo hanno completato il Tram.

A Dicembre si pone un problema: la gestione. Se non si farà tutto entro Dicembre 2015 bisognerà bandire una gara europea. Affare complicato. Perché queste tre o quattro linee di Tram servono a malapena l’1 per cento dei cittadini di Palermo. Quanto dovrebbe costare un biglietto di questo Tram? Palermo è una città ormai povera: impoverita dalla crisi economica internazionale, ma anche dai tagli del Governo nazionale e del Governo regionale. Nessuno lo dice, ma a Palermo le addizionali IRAP e IRPEF sono le più alte d’Italia. In proporzione si paga più che a Milano. Un’assurdità.

Non solo. Le imposte locali, dal 2012, sono cresciute di 200 milioni di Euro. Se le famiglie hanno pochi soldi, acquistano meno. Se acquistano meno, l’economia si deprime. Per questo motivo hanno già chiuso i battenti decine di bar e di negozi storici. Inserire in questo contesto economico di depressione economica un costosissimo Tram è una follia.

Se dovesse arrivare un gestore privato, magari non italiano, chissà che problemi. Ll Comune aguzzano l’ingegno: lo facciamo gestire all’AMAT, l’Azienda per il trasporto pubblico delle persone della città che fa capo alla stessa Amministrazione comunale. E’ l’Azienda che gestisce il trasporto con i bus. Trenta e due 28: gestirà anche il Tram. Se il Consiglio comunale approva il nuovo contratto tra Comune e AMAT entro Dicembre, inserendogli pure uno strumento per fare ‘cassa’ per finanziare il nuovo Tram, il gioco è fatto. Pagheranno tutto i cittadini palermitani. Con i biglietti e con un nuovo balzello. Come sempre.

Così, a fine Dicembre, in Consiglio comunale arriva una delibera che prevede sia il contratto con l’AMAT, sia l’istituzione di una ZTL. Si tratta di una Zona a Traffico Limitato. Le ZTL sono porzioni limitate di aree cittadine dove per transitare con le automobili si paga un ‘botto’ di soldi. Sono presenti in tutta Europa. Esistono per limitare l’inquinamento nelle città. Nessun automobilista, se non per motivi di emergenza, vi si avventura. Perché se lo fa, come già accennato, viene letteralmente ‘pelato’. Nulla da dire.

Il problema – e questo si capisce subito leggendo la delibera – è che la ZTL che l’Amministrazione Orlando vuole istituire a Palermo intanto è molto estesa ed è pervasa, come dire?, da uno spirito pirandelliano. L’Amministrazione ha stabilito che, per entrare in questa grande area di Palermo (che praticamente ingloba tutto il centro storico e alcune delle vie più importanti della città), bisogna pagare 100 Euro. Pagando 100 Euro per ogni automobile di proprietà si può entrare e si può inquinare.

Più che una ZTL, è una nuova tassa di circolazione che, in quanto tale, non distingue tra cittadini poveri (che a Palermo ormai sono tanti) e cittadini meno poveri. Tutti debbono pagare per consentire al Comune di Orlando di fare ‘cassa’. E dire che a proporla è un’Amministrazione comunale di sinistra con un assessore – il già citato Giusto Catania – di Rifondazione comunista!

La delibera – e questa è un’altra cosa strana – crea una disparità tra cittadini. Chi vive dentro il perimetro della ZTL deve pagare obbligatoriamente. Poco importa se già paga per il parcheggio della propria auto: deve pagare pure la ZTL e basta. Deve pagare solo perché abita o lavora (con riferimento anche ai commercianti e, in generale agli imprenditori) dentro il perimetro della ZTL. Chi vive al di fuori del perimetro della ZTL può anche scegliere di non pagare: l’importante è che non entri nelle ore del giorno in cui la ZTL è in vigore.

I commercianti che operano dentro la mega ZTL, come già accennato, pagheranno. E pagheranno anche i fornitori. Chi entra con i tir – cioè i fornitori di tutti gli esercizi commerciali che operano dentro l’immenso perimetro della ZTL – dovrebbe ‘sganciare’ al Comune 600 Euro. I fornitori fanno sapere che scaricheranno il costo sui commercianti. I quali cominciano a protestare.

A protestare sono i commercianti, ma non tutte le organizzazioni di categoria. L’unica organizzazione di categoria che protesta è Confartigianato (che ha anche organizzato un sit-in di protesta) mentre Confesercenti, Confartigianato e via continuando fanno i pesci dentro il barile: dicono di appoggiare i propri iscritti che protestano, ma non presentano il ricorso contro la ZTL.

In tanti fanno notare l’assurdità di un atto amministrativo che non si propone affatto di limitare l’accesso delle automobili in un’area della città per ridurre l’inquinamento da gas di scarico delle stesse auto, ma di una delibera che punta a monetizzare dando a chi paga l’obolo di 100 Euro la possibilità di inquinare! Ma il sindaco Orlando e l’assessore alla Mobilità, il rifondarolo Giusto Catania, pensano di essere più intelligenti di tutti: anche se assurda, a loro la delibera va bene. Loro devono fare ‘cassa’ per far campare il Tram che costa almeno 15 milioni di Euro all’anno (in realtà, costa molto di più).

Orlando si può permettere tutto. Così, almeno, lui crede. A fine Dicembre il Consiglio comunale, a maggioranza, approva la delibera. Su 50 consiglieri comunali, alcuni non si presentano e 24 votano a favore.

Che fare? Un gruppo di cittadini prepara un ricorso al TAR Sicilia (il ricorso viene predisposto dagli avvocati Alessandro Dagnino e Giovanni Scimone per conto delle associazioni Bispensiero, Vivo Civile e Comitato Salviamo il Cuore di Palermo e di circa 200 cittadini palermitani). Che viene appoggiato politicamente dalla vice presidente del Consiglio comunale, Nadia Spallitta, uno spirito libero che ha aderito al PD. I giudici del TAR Sicilia accolgono il ricorso, bloccano gli effetti della ZTL e rinviano al prossimo mese di Novembre la trattazione del merito.

Tradotto significa che i giudici amministrativi hanno dato ragione a chi ha presentato ricorso. Il loro è un giudizio tecnico-giuridico. Che mette in evidenza alcuni fatti amministrativi: la delibera è stata scritta male. E’ sbagliata e irragionevole. Non ha tenuto conto della mancanza di alcuni adempimenti previsti dalla legge. Uno schiaffo, per l’Amministrazione Orlando. Simile a quello che, sempre per la ZTL, ja preso la precedente Amministrazione guidata da Diego Cammarata, che aveva provato a introdurre una Zona a Traffico Limitato, anch’essa molto estesa, chiedendo, però, solo 15 Euro all’anno.

Attenzione: prima di accogliere il ricorso i giudici del TAR – fatto, questo, molto importante – bloccano bloccato il Comune. Perché? Semplice: l’Amministrazione comunale ha dato un termine ai cittadini che erano obbligati ad acquistare il pass (cioè a quelli che abitano dentro il perimetro della ZTL e a chi si deve recare entro tale area con l’auto obbligatoriamente): “Dovete acquistare il pass entro il 30 Marzo, altrimenti vi multiamo!”: questo l’avvertimento ai cittadini.

Peccato che gli uffici dell’AMAT, per propria disorganizzazione, non sono riusciti a vendere ai cittadini i pass per accedere alla ZTL. A pochi giorni dalla scadenza dei termini, sui 250 mila pass che il Comune avrebbe dovuto vendere, solo 20 mila cittadini circa sono riusciti ad acquistarlo. Questo, lo ribadiamo, per carenze dell’AMAT e del Comune di Palermo. Per giorni e giorni migliaia di palermitani sono rimasti in fila senza poter riuscire ad acquistare il pass. In tre mesi Comune e AMAT (con la consulenza di un’altra società controllata dal Comune: la SISPI, che dovrebbe occuparsi di informatizzare gli uffici) non sono riusciti a organizzare la vendita dei pass.

Ribadiamo: file chilometriche, cittadini inviperiti. Parliamo di file perché di vendere i pass con la rete non se ne deve nemmeno parlare. C’è la già citata SISPI che ‘inghiotte’ ogni anno 12 milioni di Euro. Ma tre mesi non sono bastati per organizzare una vendita con la rete. Questa è Palermo nell’anno di grazia 2016.

Cosa avrebbe dovuto fare il Comune, visto che è direttamente responsabile della mancata vendita dei pass entro il 30 Marzo? Il sindaco, l’assessore Catania, i vertici dell’AMAT avrebbero dovuto convocare una conferenza stampa e dire: per nostra responsabilità circa 230 mila cittadini e forse più non sono riusciti ad acquistare i pass. I termini vengono sospesi, la ZTL entrerà in vigore ad Aprile, ma nessuno verrà multato, perché siamo noi ad essere disorganizzati.

Invece il Comune e l’AMAT sono andati avanti. Pronti a multare i cittadini senza pass, anche se questi ultimi non avrebbero avuto alcuna responsabilità. Davanti a questa ingiustizia i giudici del TAR sono intervenuti e, prima di emettere l’ordinanza con la quale hanno accolto il ricorso, hanno bloccato le tariffe: tutte le tariffe: sia quelle della ZTL (quindi niente più contravvenzioni nel caso in cui lo stesso TAR avesse respinto il ricorso), sia le nuove tariffe delle strisce blu.

Non possiamo non stigmatizzare la scorrettezza di un’Amministrazione comunale che avrebbe voluto fare ‘cassa’ anche penalizzando i cittadini con penali irragionevoli (i ritardi nella vendita dei pass, lo ribadiamo, erano frutto della disorganizzazione di Comune e AMAT). Ma la scorrettezza del Comune è doppia: pur avendo il TAR bloccato anche le tariffe dei parcheggi a zone blu, si fa finta di nulla e, per qualche giorno, i cittadini pagano i parcheggi maggiorati. Se ne accorge Massimo Merighi, protagonista dell’associazione Bispensiero, lo denuncia su facebook, e scoppia il finimondo, con i cittadini furenti perché hanno pagato parcheggi a prezzo maggiorato, pur in presenza di un pronunciamento del TAR che ha bloccato gli aumenti! Caos su caos.

Poi arriva il pronunciamento del TAR: ricorso accolto,come già ricordato. Il Comune dovrà restituire i soldi ai circa 20 mila cittadini che hanno acquistato i pass. Un milione e 200 mila Euro o giù di lì. Sarebbe bastato, in presenza del ricorso, attendere il pronunciamento del TAR. Invece il Comune ha ignorato il ricorso, pensando di avere ragione. Ignorando che i giudici decidono in autonomia.

Siamo arrivati ai giorni nostri. Qualche giorno fa, in Consiglio comunale, il sindaco Orlando attacca a testa basse i giudici amministrativi: “Stiamo indagando sul pronunciamento del TAR Sicilia”. A che titolo un Comune “indaga” sui giudici amministrativi? Noi non lo sappiamo. Di certo il sindaco – che è docente universitario presso la facoltà di Giurisprudenza di Palermo – ne sa più di noi…

E più di noi ne sa anche un altro ‘scienziato’ della politica, il capogruppo del PD al Consiglio comunale, naturalmente di Palermo, Rosario Filoramo, che definisce il pronunciamento dei giudici del TAR Sicilia, “un provvedimento politico”.

A noi le parole di Orlando e di Filoramo suonano come un attacco alla Giurisdizione. Un fatto grave, culturalmente prima che politicamente, perché pronunciate da due amministratori del quinto Comune italiano per numero di abitanti.

La pensa così anche la vice presidente del Consiglio comunale di Palermo, Nadia Spallitta, che nella vita fa l’avvocato:

“Ritengo gravi le dichiarazioni del consigliere Rosario Filoramo, dalle quali mi dissocio, che ieri in aula, durante una pubblica seduta, ha definito ‘un provvedimento politico’ l’ordinanza con la quale il TAR ha sospeso fino a novembre le tariffe delle ZTL. Ugualmente grave mi sembra l’atteggiamento del sindaco Leoluca Orlando quando, con un’affermazione altrettanto ingiustificata, dichiara nella stessa seduta che sull’ordinanza si sta avviando un’indagine. Ritengo che i provvedimenti dei giudici, anche quando non favorevoli, vadano sempre rispettati, soprattutto da chi, nel suo massimo ruolo istituzionale di rappresentante dei cittadini, dovrebbe invece riporre fiducia nella magistratura; considero rischiosa ogni iniziativa che possa screditarne l’immagine e la funzione”.

Con le loro parole, Orlando e Filoramo non hanno descritto l’operato dei giudici del TAR Sicilia: hanno solo descritto se stessi e la propria mancanza di rispetto verso la Giurisdizione. Una bella ‘autodescrizione’ che ci dice che nessuno dei due è in grado di gestire la cosa pubblica.

Se a questi due signori non piace il controllo di legalità, è bene che vadano a casa: perché l’amministrazione della cosa pubblica non può prescindere, là dove è richiesto, dal pronunciamento della Giurisdizione.

 

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