CONTRO la Deforma Costituzionale e CONTRO l’ITALICUM.

di Claudio Mazzoccoli Bonadies

“Mala Tempora Currunt” ! Dicevano i nostri antenati romani. Quello cui assistiamo dovrebbe farci emettere la stessa espressione. Magari ciascuno nel proprio dialetto. Per quelli che, come chi vi scrive, sono stati educati al rispetto della Costituzione del 1948, che hanno avuto modo di leggere i Verbali della Assemblea Costituente, quanto sta accadendo è come un incubo. Un incubo in cui un ragazzino viziato si ritrova a sua insaputa a comandare lo Stato e comincia a fare cose assurde come mettere mano alla Carta Fondamentale del nostro paese. Vorrei che qualcuno mi svegliasse da questo incubo.

1. Premessa
Confido che questo sia un appello che concorrerà a risvegliare la voglia di resistere contro lo scempio e le deformazioni alla Costituzione, contro una Legge Elettorale liberticida, così come contro una Norma sul Lavoro chiamata “Jobs Act” che sta distruggendo, anziché costruire, e contro una Norma sulla Scuola chiamata “La Buona Scuola”, che di buono nulla ha ed il cui nome sembra un insulto alla Scuola stessa. Potete starne certi: sarò uno di quelli che diranno un “NO” convinto allo scempio della Renzi-Boschi, ma sono anche uno di quelli che si battono da anni per i tanti “SI” che consentirebbero di ATTUARE la Costituzione, uno di quelli che da sempre considera la ATTUAZIONE della COSTITUZIONE il migliore antidoto contro i tentativi di avvelenarla con iniezioni letali di cambiamenti in peggio. Si badi bene!!! Nessuno demonizza i cambiamenti a priori. Sono i cambiamenti proposti nella riforma Renzi Boschi ad essere sotto accusa.
2. La farsa che rischia di finire in tragedia
Mi sorge il dubbio che chi sta cercando di capovolgere le regole della democrazia e la forma stessa di governo attraverso quella che la propaganda cerca invece di gabellare come decisivo passo avanti nella semplificazione, nella riduzione delle spese e nella efficienza legislativa…. non abbia consultato con la dovuta attenzione i manuali di Storia Contemporanea e, soprattutto, non abbia letto i Verbali della Assemblea Costituente. Sembra infatti impossibile (….) spiegare la genesi di una “deforma” che rischia di riportarci indietro agli inizi del 1900 senza ammettere una qualche lacuna culturale. Lo stesso dubbio mi assale nei confronti dei connazionali che, privi delle conoscenze necessarie, si troveranno (molti a loro insaputa…) coinvolti in una situazione a dir poco farsesca in cui più di 40 articoli e 6 titoli della Costituzione vengono cambiati parzialmente o totalmente. E, pensate, tutto questo con un “NO” o con un “SI”. I più autorevoli Costituzionalisti Italiani dicono “NO” e lo spiegano fin nei minimi dettagli. Se i Cittadini si fidassero di loro, non ci sarebbe problema. Il brutto è che c’è qualcun altro che manda messaggi del tipo “fidatevi di me che sono il nuovo che avanza” pur non avendo alcuna autorevolezza in materia ed avendo messo in piedi una deforma in piena regola.
3.“I NODI, PRIMA O POI, VENGONO AL PETTINE…”
Vorrei domandare ai miei connazionali se si sono accorti che non esisteva momento migliore per distruggere la Costituzione di quello che sta vivendo il nostro paese, oppresso da decenni di malgoverno e flagellato da una crisi che lo ha messo in ginocchio. Il potente di turno, anzichè esprimere un “MEA CULPA” per quanto la classe politica e le dirigenze NON HANNO FATTO per il paese, non ha dovuto fare altro che puntare il dito contro la Costituzione, CAPRO ESPIATORIO da sempre per chi, non sapendo governare, deve trovare qualcosa CONTRO CUI LANCIARE la folla imbestialita. Un tempo si usavano le lotte dei gladiatori o i cristiani da perseguitare e fare sbranare nel Colosseo per mantenere il controllo del popolo. Oggi si usa un meccanismo più raffinato: si distrugge la Costituzione e, con essa, lo stato di diritto ( quello in cui la legge vale allo stesso modo per tutti ed in cui nessuno è al di sopra della legge…) e lo stato sociale (quello in cui vige il criterio di equità per cui chi più ha è chiamato a dare quel qualcosa in più per chi meno ha) . I Costituenti, nel 1947, avevano pensato anche al fatto che la Costituzione che avevano scritto, non poteva essere come una macchina che, una volta messa in moto, andava avanti da sé. Affinchè la macchina si muovesse, dicevano, occorreva ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisognava metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la nostra responsabilità. Loro sapevano perfettamente che la Carta Costituzionale poteva diventare, purtroppo, esattamente come un pezzo di carta che, lasciato cadere, non si muove. Per questo, il giorno 11 Dicembre 1947, a suggello dei Lavori della Assemblea Costituente, venne votato il seguente Ordine del Giorno per l’introduzione dello Studio della Costituzione nelle scuole di ogni ordine e grado, approvato all’unanimità,
Gli Onorevoli Moro, Franceschini, Ferrarese e Sartor hanno presentato il seguente ordine del giorno: “L’assemblea Costituente esprime il voto che la nuova Carta Costituzionale trovi senza indugio adeguato posto nel quadro didattico della scuola di ogni ordine e grado, al fine di rendere consapevole la giovane generazione delle raggiunte conquiste morali e sociali che costituiscono ormai sacro retaggio del popolo italiano Credo che questa sia la sede più opportuna per votare questo ordine del giorno. Per questo una delle offese che sono state fatte alla Costituzione è stata l’indifferenza alla politica generata proprio dalla classe politica e l’indifferenza nei confronti della Costituzione, anche questa addebitabile proprio dalla classe politica. L’indifferentismo è diventato nel tempo la malattia degli Italiani. Ora che i nodi vengono al pettine, si vorrebbe fare ricadere la colpa alla Costituzione. In questo momento cosi’ grave, vorrei condividere con voi le parole dell’ On. Giuseppe Perrone Capano “Prestigio Storico della Costituente e immanente validità della Costituzione” del 1968, riportato nel Volume I dell’opera “Studi per il ventesimo anniversario dell’Assemblea Costituente” (pagg 629-651). Rimandando tutti alla lettura attenta di questa parte, riporto solo alcuni passi che, ribadisco, rappresentano espressioni dei nostri stessi Costituenti… solo venti anni dopo la promulgazione della Costituzione (oggi, cosa accadrebbe ? )
” ….D’altra parte coloro per i quali il mutamento della situazione politica opererebbe per la Costituzione di fatto e l’accantonamento di quella di diritto, almeno nelle sue parti non ancora attuate, non si accorgono che in questo modo essi postulano, in fondo, la consacrazione di uno stato di cose (il centralismo, il super-potere degli apparati dei partiti, il parlamentarismo formalistico e dissolvitore, in sostanza peraltro più apparente che reale, il caos sindacale, ecc: in una parola per una dittatura informe e larvata), che è appunto uno degli spettri tenuti presenti dalla Costituente quando elaborò e consegnò alla storia un prototipo di Costituzione destinato ad evitare qualsiasi forma di organizzazione statale e di governo che serbasse sia pure in nuce i germi dell’autocrazia, ed a realizzare per contro la libertà (…..) Giunti a questo punto potrebbe tuttavia apparire logica la considerazione che nonostante tutto quanto avanti detto, l’esistenza di una Costituzione di fatto diversa e talvolta contrastante con quella scritta dimostri la scarsa vitalità di quest’ultima, la sua difficile possibilità di aderire alla realtà pratica. .. ...Nulla, a sommesso avviso di chi scrive, di più fallace. E’ ben vero, infatti, che la validità in astratto di una Costituzione, ai fini liberali e democratici per i quali fu decretata, non equivale a validità sua in concreto. Ma il ragionamento può valere per una Costituzione messa in atto e fallita ai suoi scopi, ma non per una Costituzione decretata e deliberatamente non ancora attuata. (..) Or dove sono, in Italia, le lesioni prodotte e producende dalla Costituzione scritta ? Non sono visibili piuttosto quelle prodotte e producende dalla Costituzione di fatto ? Il vero è che manca, nell’animo della forza politica che detiene dal 1948 la maggiore somma di potere, e che , per questo motivo, e per la conclamata impossibilità di un’alternativa, subordina e condiziona la volontà delle altre forze democratiche, la volontà politica di attuare nella sua struttura portante ed anche in taluni suoi notevoli dettagli la Costituzione scritta, nata dalla resistenza e dalla volontà di rinnovamento della grande maggioranza del popolo italiano.. Il problema è, quindi, riforma o révivrement ? In altri termini una Costituzione nuova che consacri e legittimi quella di fatto o ne ponga in essere un’altra del tutto differente dalla prima, oppure CONFITEOR delle forze politiche negligenti e completamento della Costituzione del 1948 nella sua lettera e nel suo spirito ?”
Il resto dello scritto, per chi lo conosce, è impressionante per la attualità delle situazioni descritte ma non voglio annoiarvi.
Quello che pochi italiani sanno è che la Costituzione non ha, purtroppo, subito un armonico sviluppo con il paese e che anzi la sua attuazione è stata osteggiata sin dalla sua promulgazione nel 1948. Sappiamo che l’anelito di solidarietà sociale, di uguaglianza sostanziale, di equità e progressività insiti nel coraggioso quanto illuminato disegno di Padri e Madri Costituenti hanno trovato l’ostacolo maggiore nelle classi politiche che questo paese ha inopinatamente eletto in cambio di favori personali.
Citando ancora l’On Perrone Capano “. In questa condizioni i problemi di attuazione della Costituzione Repubblicana finiscono spesso per cadere in non cale e talvolta per diventare merce di scambio…” Una classe politica sciatta e vorace ed un popolo socialmente immaturo rischiano di gettare cosi’ alle ortiche uno dei più bei testi costituzionali. Chi potrebbe mai porsi in posizione anche solo neutrale rispetto ad una catastrofe del genere ?
Chiudo con un’ultima citazione . Citando ancora l’On. Perrone Capano vi saluto. “A questa situazione vanno opposti un vasto e comune sforzo dell’opinione pubblica … sì che la farfalla fuoriesca dalla crisalide troppo a lungo chiusa, e l’Italia finalmente si abbia quelle istituzioni della libertà che l’Assemblea costituente seppe modellarle per assicurare reggimenti democratici e una solida corazza contro il pericolo di una qualsiasi forma di dittatura.

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