Democrazia in Movimento, il Tribunale dà ragione al gruppo di Alessandro Crociata

di Roberto Ginex

Lo scontro all’interno di Democrazia in Movimento, costola formata da un nutrito gruppo di esponenti del Movimento 5 Stelle che aveva deciso, oltre un anno fa, di prendere le distanze da Grillo e Casaleggio, è finito negli uffici del Tribunale di Palermo.
La quinta sezione lo scorso 4 marzo ha depositato l’ordinanza con la quale ha riconosciuto all’Associazione politica Democrazia in Movimento – DiM, presieduta dall’avvocato palermitano Alessandro Crociata, il diritto all’uso esclusivo della denominazione, del simbolo, del dominio internet www.democraziainmovimento.it e del forum, inibendoli di contro a Gino Ferdinando Albettino, eletto presidente nel corso di un’assemblea – organizzata dal ferrarese Valentino Tavolazzi e dal milanese Dario Sironi – di un gruppo di “scissionisti” disconosciuta dallo stesso Crociata e da altri militanti. Assemblea che è stata ritenuta illegittima dal giudice.
“Albettino – spiega in una nota Alessandro Crociata – si era indebitamente impossessato di questi strumenti accampando inesistenti diritti sulla loro proprietà in quanto registrati da Paolo Schiavi, vicino a Tavolazzi e allo stesso Albettino. Il Giudice ha ritenuto irrilevante il fatto che simbolo e dominio internet fossero registrati a nome di Schiavi – aggiunge CRociata – affermando il principio, di fondamentale rilevanza giuridica, che l’uso di questi segni identificativi non può essere proprietà esclusiva di singoli soggetti, ma patrimonio di tutti i cittadini che, nello svolgimento delle loro attività politiche, si riuniscono in un movimento o in un partito e sono identificati con quel nome”.

“Questa ordinanza – prosegue Crociata – costituisce una pronuncia di portata storica, soprattutto se vista alla luce degli avvenimenti che hanno caratterizzato le travagliate vicende del Movimento 5 Stelle, dove Beppe Grillo, forte del fatto di considerarsi l’unico ed incontestato proprietario del simbolo del movimento, con i suoi diktat ne ha pesantemente condizionato il corretto svolgimento delle attività politiche. Cosi, applicando i principi di questa pronuncia Grillo non avrebbe potuto disporre alcuna espulsione dal Movimento 5 Stelle”.

“Gli associati di Democrazia in Movimento – conclude Crociata – hanno dimostrato, ottenendo il conforto del giudice, che la libera partecipazione democratica alla vita politica del Paese, garantita dall’articolo 49 della Costituzione, non può essere compressa da azioni intese a privatizzare a vantaggio di singoli, gli strumenti identificativi e operativi attraverso i quali svolge l’attività politica, come il simbolo e il sito internet”. Da questa vittoria nelle aule di Tribunale, Democrazia in Movimento riparte per proseguire la sua strada per una vera democrazia diretta, liquida, fluida e partecipata.

Fonte: http://www.ilsitodipalermo.it/content/569-democrazia-movimento-il-tribunale-d%C3%A0-ragione-al-gruppo-di-alessandro-crociata

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