Elezioni comunali farsa in Sicilia. Violata la segretezza del voto

di Lillo Massimiliano Musso

Vi scrivo dall’estremo Sud d’Europa, dalla Sicilia. Qui le dinamiche democratiche sono sostanzialmente apparenti nei consigli comunali e nelle Amministrazioni comunali. Negli enti locali la legge regionale siciliana consente, in nome delle quote rosa, un sistema elettorale abnorme, in violazione del principio di segretezza del voto. In nome del principio fondamentale e condiviso dell’effettiva parità tra uomo e donna, si è realizzato un mostro giuridico che per legge rende identificabile il voto dell’elettore. La legge regionale siciliana per l’elezione dei consiglieri comunali consente all’elettore di votare contemporaneamente la preferenza ad un uomo e ad una donna. In tal modo, i faccendieri della politica locale, scaltri e smaliziati, combinano la propria elezione attraverso la somma algebrica dei voti controllati per amicizia, per subordinazione, per timore. Così, il faccendiere affianca al suo il nome di una candidata donna civetta, priva di alcuna possibilità di essere eletta. Dalla combinazione dei cognomi dei due candidati sorge un’opzione elettorale distinta che diviene il punto di riferimento per la conta finale dei voti. Quando il faccendiere che si attende nella sezione 7 un numero ben determinato di voti, ad esempio 14, a scrutinio troverà 14 voti espressi con il binomio uomo/donna con il suo cognome e quello della candidata civetta. Quindi saprà che i voti che si attendeva nella sezione 7 ci sono stati, cioè i voti controllati, in qualunque modo, sono stati espressi come atteso. Viceversa, quando il faccendiere non troverà i 14 voti nella sezione 7 capirà di essere stato tradito, deluso, inimicato.

A ciò si è ridotta la democrazia nei comuni siciliani, a causa di una legge voluta dal Governo regionale, guidato da Rosario Crocetta, assassina della democrazia, che premia i faccendieri a scapito della sincera pugna politica e della spontanea partecipazione attiva dell’elettore.

La violazione della segretezza del voto nella legge elettorale siciliana per i Comuni è un’eccezione che noi di Forza del Popolo sottoporremo al vaglio della Corte Costituzionale, perché è inammissibile l’accentuazione di dinamiche del passato di controllo del voto, oggi rese più efficienti da una legge elettorale nata – a dir loro – per la promozione della parità dei sessi.

Quando si vorrà paritaria la presenza delle donne tra gli uomini nelle dirigenze e nelle istituzioni si adotterà lo strumento più semplice che vi sia nel mondo del diritto: parità di presenza. Significa che se 20 sono i ruoli da assegnare con il voto, 10 sono per gli uomini e 10 sono per le donne. Tutto qui. In tal modo, è già predeterminato che nel consiglio comunale di 20 componenti 10 saranno uomini e 10 saranno donne. È questa la vera parità tra uomo e donna, tutto il resto è pura chiacchiera.

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Un pensiero riguardo “Elezioni comunali farsa in Sicilia. Violata la segretezza del voto

  1. lungi da me la voglia di difendere la politica….. (mi fa vomitare ciò che giornalmente assisto) ma mi sembra corretto dare una giusta informazione. l’esempio posto dei 14 voti non ha senso..1^ anche senza accoppiata femminile se trovi 13 voti qualcuno ti ha tradito…. 2^ e se ne trovi 15? io pensi che c’è molto da cambiare ma prima di tutto il nostro modo di pensare

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