Giustizia e scandali ad orologeria

Ripubblichiamo un pezzo del 16.10.2016

L’uso degli scandali in campagna elettorale è consuetudine americana, ma non solo. A meno d’un mese dal voto per la Presidenza degli Stati Uniti d’America, è di queste ore la notizia che Donald Trump avrebbe toccato sotto la gonna una signora. Anni fa, nel 2007. Nove anni fa! La questione rimanda agli affari di casa nostra, ai fascicoli impolverati nei cassetti della Magistratura italiana, che per anni restano privi di attenzione, per essere spolverati ad orologeria, non per ragioni di giustizia ma per determinare esiti elettorali. Innumerevoli i precedenti in tal senso. Per cui, urge una legge che consenta la punizione, a titolo di responsabilità oggettiva, di coloro che contribuiscono a mettere in cattiva luce, ingiustamente, un candidato in piena campagna elettorale.

Leggiamo in queste ore l’attacco frontale sferrato negli States a Donald Trump, magnate candidato alla presidenza degli Stati Uniti d’America.

Da LA STAMPA del 14.10.2016
FRANCESCO SEMPRINI
NEW YORK

E’ diventato un tiro a segno senza tregua quelle delle accuse di molestie nei confronti di Donald Trump. Una dopo l’altra spuntano fuori donne che raccontano di come siano state oggetto delle attenzioni «hard» da parte del candidato repubblicano, e la campagna elettorale ormai è concentrata solo su questo tema. Ultima in ordine di tempo è Summer Zervos, ex concorrente dello show televisivo «The apprentice», il talent scout che selezionava giovani promesse imprenditoriali, pensato e condotto dallo stesso Trump. In una conferenza stampa a Los Angeles, dove vive, la donna ha sostenuto tra le lacrime che il tycoon la baciò e la toccò dappertutto quando si incontrarono nel 2007 nel suo ufficio a New York per discutere di opportunità di lavoro.

Noi di Forza del Popolo non entriamo nel merito di chi sia meno peggio tra Donald Trump ed Hillary Clinton. Né se Trump sia un maniaco o depravato sessuale, come i sostenitori della Clinton sostengono.

Ci interessa, invece, prendere spunto dalla notizia per evidenziare come il problema di una giustizia ad orologeria esista anche in Italia. Per contrastare questo fenomeno, per cui a ridosso delle elezioni si scatenano, soventemente, polveroni in un cassetto o tempeste in un bicchiere d’acqua, proponiamo due integrazioni del codice penale, con l’introduzione di un’aggravante speciale dell’art. 595 e con l’introduzione di un comma all’art. 294, con l’estensione della responsabilità oggettiva al funzionario/magistrato che, nel corso di campagne elettorali, consenta la fuga di notizie o la divulgazione, tipicamente attraverso i meccanismi di garanzia dell’indagato, su addebiti attribuiti al candidato, poi risultati infondati.

Testo dell’aggravante speciale da introdurre nel codice penale.

“All’art. 595 del codice penale è aggiunto il comma 5, che recita: <<Ferma la perseguibilità in ogni instante dei reati attribuiti al candidato di una competizione elettorale, la pena di cui ai commi precedenti si estende anche a coloro, che a qualunque titolo, determinano o contribuiscono a modificare gli equilibri elettorali attraverso comportamenti idonei a mettere in cattiva luce, ingiustamente, il candidato a ridosso del voto, dall’indizione dei comizi elettorali sino alla chiusura dei seggi. La pena è aumentata di un terzo e l’autore risponde a titolo di responsabilità oggettiva, laddove le accuse si palesino come prive di fondamento>>”.

Testo del reato da introdurre nel codice penale.

All’art. 294 del codice penale è aggiunto il comma 2, che recita: <<Chiunque, per errore inescusabile o intenzionalmente, a qualunque titolo, determina o contribuisce al ritiro di una candidatura già presentata, imposto da regolamenti interni di partiti o associazioni politiche, risponde della pena prevista dall’art. 595 c.p.>>”.

Art. 294.  Attentati contro i diritti politici del cittadino.
Chiunque con violenza, minaccia o inganno impedisce in tutto o in parte l’esercizio di un diritto politico, ovvero determina taluno a esercitarlo in senso difforme dalla sua volontà, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

N.B. Il testo sopra riportato è un brogliaccio essenziale, in atto sottoposto ad un’equipe di giuristi, per perfezionare la proposta da presentare in Parlamento.

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