I paradossi del Comune di Palermo: appalti miliardari e mancano i soldi per vecchi e malati di Alzheimer!

di Giulio Ambrosetti

I soldi per i grandi appalti si trovano. E si trovano anche per la discarica di Bellolampo. E si trovano, ogni anno, da 15 a 20 milioni di pagare debiti fuori bilancio. Non si trovano, invece, i soldi per pagare le cooperative sociali che si occupano dei più deboli. Tanto che stamattina è prevista una manifestazione di protesta. Signori, ecco a voi Palermo, una città amministrata con i piedi

Palermo non finisce mai di stupire. Si conferma la ‘Capitale’ siciliana degli sprechi di denaro pubblico ma, contemporaneamente, abbandona i più deboli. Eh sì, nella città con la discarica – Bollolampo – più costosa del mondo (oltre 110 milioni di Euro per un impianto che, alla fine, inquina, racconta il parlamentare nazionale, Saverio Romano), dove, negli ultimi anni, sono stati spesi 1 miliardo e 200 milioni di Euro per cervellotiche quanto faraoniche opere ferroviarie (nel 90% dei casi, nonostante il fiume di soldi utilizzati, sono opere incomplete), ebbene, in una città dove i grandi appalti sono all’ordine del giorno si scopre che, poi, non ci sono i soldi per pagare i lavoratori delle cooperative sociali che si occupano di assistenza domiciliare in favore degli anziani, dei disabili e dei malati di Alzheimer. Bingo…

Insomma, nella Palermo di Leoluca Orlando e della sua Giunta comunale non c’è spazio per gli ultimi. Dal Maggio dello scorso anno le cooperative che operano in questo delicatissimo settore sociale non ricevono i soldi dal Comune. Così oggi hanno deciso di scendere in piazza a protestare. Appuntamento in Piazza Pretoria, davanti Palazzo delle Aquile, la sede del Municipio di Palermo.

In piazza ci saranno i lavoratori delle cooperativa sociale Corim, Geriatrica, Kairos, Giovanni Paolo II, l’Airone, la Sorgente del Verbo, Maras, Matusalemme, Medicare, Nido d’Argento, Sviluppo Solidale. Ad assistere le cooperative in questa vertenza è l’avvocato Francesca Ciancimino che ha già chiesto già conto dei mancati pagamenti con una nota il 24 Marzo e il 14 Aprile.

“Nelle note – spiega l’avvocato – viene stato manifestato lo stato di disagio che in atto le cooperative sociali e i propri dipendenti vivono, in quanto, pur avendo prestato la propria attività con abnegazione e senso di responsabilità nei confronti dei propri utenti, è dal mese di Maggio 2015 che non ricevono le proprie spettanze. Questi compensi costituiscono l’unica fonte di guadagno per gli operatori e rappresentano il minimo vitale. Quindi ‘sconcertati’ del vostro assoluto silenzio e dalla vostra inattività i lavoratori e le cooperative sono costrette a manifestare in piazza”.

Mentre i lavoratori non escludono altre forme di protesta, anche clamorose, noi ci interroghiamo sul Bilancio del Comune di Palermo. Un bilancio strano. Di fatto, il capoluogo dell’Isola – come già accennato – ha impegnato una barca di soldi per opere ferroviarie. Non fondi europei, come è stato detto, ma fondi nazionali, regionali e comunali che, con i soliti ‘magheggi’ di bilancio, si sta provando a far passare per fondi europei.

Ci spieghiamo meglio. Non essendo riusciti a spendere i fondi europei della Programmazione 2007-2013, gli uffici della Regione siciliana, in ‘combutta’ con i Comuni, stanno provando a far passare opere pubbliche realizzate con altre linee di finanziamento (statali, regionali e comunali) come opere ‘realizzate’ con i fondi europei. Si tratta di una forzatura che è stata utilizzata anche nel passato. Solo che, questa volta, con questi ‘magheggi’ di bilancio stanno esagerando.

A noi, per la storia che stiamo raccontando, interessa un particolare. E cioè che fondi comunali e statali che il Comune di Palermo avrebbe potuto utilizzare almeno in parte per la spesa sociale (per esempio per le cooperative sociali lasciate senza soldi), sono invece stati utilizzati per grandi appalti che hanno portato solo sperperi di denaro pubblico, strade cittadine dissestate, oltre mille alberi abbattuti e, come già ricordato, opere lasciate a metà.  

Il Passante ferroviario – che dovrebbe collegare la città con l’aeroporto ‘Falcone-Borsellino’ (già Punta Raisi) è costato fino ad oggi 800 milioni di Euro, ma è ancora incompleto.

L’anello ferroviario (un tratto di vecchia ferrovia cittadina che dovrebbe essere rimesso a nuovo) è costato fino ad oggi  quasi 100 milioni di Euro: altri lavori bloccati, questa volta da un’inchiesta per mafia.

Poi ci sono 15 chilometri di Tram – unica opera che funziona di questa sarabanda di soldi pubblici spesi – che il Comune adesso non sa come mandare avanti dal momento che costa 15 milioni di Euro all’anno (anche su questi costi di funzionamento e manutenzione si potrebbe discutere) e i soldi non ci sono.

Non solo. Ogni anno il Comune di Palermo paga da 15 a 20 milioni di debiti fuori bilancio.

I debiti fuori bilancio sono una pratica già più volte stigmatizzata dalla Corte dei Conti. Non dovrebbero esistere, ma esistono. Dicono i sindaci siciliani che vengono utilizzati per pagare le spese urgenti: per esempio, spese impreviste o l’assistenza alle categorie in difficoltà.

Com’è che al Comune di Palermo, con tanti debiti fuori bilancio pagati ogni anno, non si riescono a trovare i soldi per l’assistenza domiciliare agli anziani, ai disabili e ai malati di Alzheimer?

 

 

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