Il bicchiere è mezzo pieno. 15 milioni di italiani non voteranno Matteo Renzi

La misura è colma. Traboccherà il bicchiere. Ormai è certificato che il concetto è chiaro per almeno 15 milioni di italiani. Renzi Matteo è un bluff. Lo avevamo capito in molti sin dalla prima ora. Ora siamo sempre di più a sapere che l’ex sindaco di Firenze non ha altre chance, che a quarantanni è già bruciato. Il giovane ardente carbone spento, ricordiamolo, si imponeva alle primarie del Partito Democratico nel 2013, divenendo segretario del primo partito italiano, a seguito di una farsa totale, con tre milioni di elettori. Il dato generoso includeva la partecipazione di arzilli vecchietti più o meno spassionati e di truppe cammellate di potenti incappucciati con interessenze spregiudicate nelle finanze, nelle comunicazioni e nelle energie.

Dopo il grande exploit, Renzi giungeva ad un’ulteriore affermazione, con il Governo della Repubblica consegnatogli da due moribondi, Silvio e Giorgio; con il primo legato dal patto del Nazareno, con il secondo dall’indicibile e inconfessabile trattativa Stato-Mafia.

E poi vennero gli 80 euro, con cui il rampante non più rampollo conquistò i cuori dello zoccolo duro dell’elettorato, quello dei dipendenti pubblici e privati. Così alle Europee il 40% e oltre dei voti sul PD lo ha blindato per altri due anni nella sua ambita collocazione di re senza reame, eppure re, in una democrazia sequestrata dal non voto e da una legge elettorale incostituzionale. Nel maggio 2014 undici milioni di voti al PD sancirono il sequestro “legittimo” della democrazia italiana, affidata al leaderissimo Renzi, forte di un patto di desistenza con Berlusconi e con il beneplacito del Presidente della Repubblica.

E venne Sergio Mattarella, il muto, sordo, cieco, tiepido Sergio, né acqua né vino, né carne né pesce. Tutto fuorché garante della Costituzione. Tutto fuorché Presidente degli italiani, eletto da un Parlamento di nominati, a sua volta frutto di una legge incostituzionale dichiarata tale dalla Corte Costituzionale presieduta dallo stesso Mattarella. Un ossimoro impensabile che rende posato il più allucinato Kafka.

Vennero le riforme della Costituzione e il Presidente della Repubblica tacque. In fondo, si è solo confermato il profilo del Capo dello Stato, essenzialmente ridotto ai cerimoniali e alla presenza, muta, sorda, cieca. Cosa saranno mai il Senato, la democrazia, la rappresentanza, la sovranità popolare? Concetti vuoti, spenti, privi di vitalità, rottamati, questi si, dal rottamatore Renzi, dallo sfasciacarrozze con la battuta pronta, imbonitore e buontempone, capace di risolvere i problemi degli italiani con una battuta improvvisa, con un coup de foudre, con un sorriso ed una pacca sulle spalle. Non oso pensare alla reazione che avrebbe avuto un presidente come Sandro Pertini. Mi accontento del silenzio di Mattarella sulla riforma costituzionale e del suo indegno inchino alla Trilateral Commission al Quirinale. Roba da alto tradimento. Ma cosa volete che sia?

poni attenzione a quanto dice dal minuto 00.45
poi approfondisci la questione: trilateral commission

Ma il bicchiere è mezzo pieno, cari amici. Perché al referendum del 17 aprile è stata trivellata la credibilità di queste Istituzioni, in particolare del Renzi nazionale. Quindici milioni di italiani lo hanno trivellato ed affondato*, perché è chiaro che a qualunque prossima tornata elettorale almeno quindici milioni di italiani a Renzi non lo voteranno. E dove andrà a pescare i suoi voti Matteuccio? Forse riterrà che gli altri trenta milioni saranno ad attenderlo alle porte con la tessera elettorale in mano, pronti a partire per il seggio per confermarlo alla guida del Paese? La sua prima vera prova democratica a questi livelli sarà una totale disfatta. Ammesso che vi arrivi, ammesso che qualcuno non lo tranquillizzi, a mo’ di vendetta di Enrico Letta.

*47.118.352 elettori / 15.077.873 votanti

Ecco perché il bicchiere è mezzo pieno, perché l’astensione non è una conquista di Matteo Renzi, capace di intestarsi persino il fallimento supremo della sovranità popolare, bensì è il risultato della sua politica e della politica di chi lo ha preceduto. Resta uno zoccolo duro di elettori, quei quindici milioni di elettori a cui la tv fa una pippa, che non lo voteranno, stiatene certi, soprattutto dopo il boicottaggio di un referendum che li ha scossi profondamente.

E mi dica il Renzi, se undici milioni di voti gli son valsi alle Europee del 2014 il 40% dei consensi, quanto valgono quindici milioni di voti al referendum boicottato, svilito, mistificato? Il 70%? Forse di più. E quanto valgono i volti noti che si sono spesi per il referendum? E quanto valgono i post virali che giorno dopo giorno lo mettono alla berlina? Quanto può durare ancora la cuccagna? Siamo i soli a vedere che la luna di miele è finita?

E’ chiaro che Renzi è politicamente un morto che cammina, la sua carriera è già in putrefazione. La XVII Legislatura della Repubblica italiana va verso la scadenza. Si tornerà al voto al più tardi nel 2018. Salvo tranquillizzanti sorprese di lettiana memoria, è chiaro. Poco più di un anno e mezzo ci separano dalla sepoltura di una delle pagine più penose della Repubblica italiana, con un capo del Governo indistinguibile da un comune televenditore di sbuccia patate, al modico prezzo di 80 euro e con in omaggio una batteria di pentole, una bici con cambio shimano e per le prime dieci telefonate un comodo omaggio.


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