Italicum incostituzionale! La nostra proposta di legge elettorale

di Lillo Massimiliano Musso

Dopo il Porcellum, anche l’Italicum non passa indenne sotto la scure di legittimità della Corte Costituzionale. Sistema elettorale in vigore alla luce della decisione della Consulta e cosa propone Forza del Popolo.

PREMESSA
La legge elettorale “Italicum” per il rinnovo dei membri del Parlamento è stata dichiarata parzialmente incostituzionale con riferimento al turno di ballottaggio e alla possibilità per i capilista bloccati risultati eletti in più collegi di optare per il collegio di propria elezione a proprio piacimento. Per superare tale inghippo, come correttivo, la Consulta ha indicato il sorteggio, mentre immutato è rimasto il premio di maggioranza per la lista che ottenga più voti tra quelle che abbiano superato il 40% dei voti.
PER L’EFFETTO
Cosa resta dell’Italicum? Facciamo il punto.
Per la Camera, il rimaneggiato Italicum rimane un sistema proporzionale a turno unico, con correzione maggioritaria, soglia di sbarramento al 3% su base nazionale, senza coalizioni, in cento collegi plurinominali con capilista bloccati e doppia preferenza di genere.
Per il Senato resta in vigore il “Consultellum”, ovvero il Porcellum emendato dalla precedente pronuncia della Corte Costituzionale. Trattasi di sistema proporzionale puro a turno unico, senza premio di maggioranza né capilista bloccati, con soglia di sbarramento al 8% su base regionale per liste non coalizzate e 3% per liste inserite in una coalizione che superi il 20%, in venti collegi, ognuno coincidente con ciascuna regione, e preferenza unica.
Cosa propone Forza del Popolo. Sistema unico per entrambi i rami del Parlamento, proporzionale puro, a turno unico, senza coalizioni, con soglia di sbarramento del 5% su base nazionale per la Camera, 5% su base regionale per il Senato, con doppia scheda per ciascun ramo, una per candidati di sesso maschile, una per candidati di sesso femminile, in collegi plurinominali senza capilista bloccati. Questa è la base essenziale su cui è possibile intavolare una discussione nel merito di correttivi e aggiustamenti.
Parità di presenza uomo/donna. Per Forza del Popolo non è possibile continuare con la farsa delle quote rosa o del doppio voto di genere. Quando si vorrà paritaria la presenza delle donne tra gli uomini nelle dirigenze e nelle istituzioni si adotterà lo strumento più semplice che vi sia nel mondo del diritto: la parità di presenza. Significa che se 20 sono i ruoli da assegnare con il voto, 10 sono per gli uomini e 10 sono per le donne. Tutto qui. In tal modo, è già predeterminata la presenza paritaria di componenti di sesso maschile e femminile. È questa la vera parità tra uomo e donna, tutto il resto è pura chiacchiera.

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