Musso distrugge Di Maio

Non è nostro stile quello di distruggere, ma dopo avere visto questo video Di Maio non sarà più lo stesso. I cittadini devono sapere chi è Di Maio e cosa fa Di Maio. Sconti per nessuno. Di Maio non è immune al virus del potere. Luigi Di Maio, scelto dai poteri forti come prossimo Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, va sconfessato, va mostrato per quello che è. L’avv. Musso distrugge Di Maio, che presto o tardi dovrà confrontarsi con la base. Il M5S potrebbe presto implodere, prima ancora che si giunga ad elezioni. Sagace e abile è stata la strategia comunicativa del Di Maio, per porsi subdolamente come presidente del consiglio in pectore. Ora va in giro a cercare la legittimazione dei poteri forti. Ma chi ha deciso che sarà lui il candidato Premier per il M5S? Quando la rete è stata consultata? In questo video Massimiliano Musso smonta Di Maio e lo ridimensiona notevolmente. “Il principino è nudo ed ha il pisello piccolo“.

Quando Di Maio esultava per la vittoria del M5S “Via i lobbisti dal Parlamento” era il 12 novembre 2014. Meno di due anni dopo, siede al tavolo dei lobbisti. Siamo noi a straparlare o Di Maio si è venduto? Gli attivisti 5Stelle si ribellino a Di Maio, traditore del popolo e traditore dei principi fondamentali del M5S! Se non credete nemmeno ai vostri occhi e alle vostre orecchie, o siete ciechi e sordi, o avete il cervello in pappa o siete in malafede. Oltre la figurina del personaggio sempre vestito e pettinato “da matrimonio”, vi è l’essenza politica di un arrivista che sta utilizzando il M5S, l’impegno, la passione e le speranze di milioni di cittadini per farsi la sua carriera personale. E lo fa tradendo il popolo, complottando la sua ascesa, alla ricerca continua di contatti con gli oppressori del popolo. O facciamo finta che logge e lobby non siano causa delle sofferenze del popolo? Nessuno sconto per nessuno: Di Maio è già uno di loro! E chi continua a sostenerlo è complice!


Questa è la trascrizione del video diffuso con il titolo “Musso distrugge Di Maio”, provocazione di Lillo Massimiliano Musso che dimostra come si costruisce a tavolino un personaggio politico, spiega le contraddizioni del M5S e il tradimento politico di Di Maio ancor prima di raggiungere l’ambita carica di Premier.


Trascrizione del video “Musso distrugge Di Maio” pubblicato il 23.07.2016 su www.forzadelpopolo.it. Trascrizione a cura di Mario Danny Messinese. Revisione e adattamento a cura di Lillo Massimiliano Musso.

Inizio trascrizione. “Oggi torniamo a parlare di Forza del Popolo. Sono Lillo Massimiliano Musso, segretario politico di questo movimento pulviscolare, che è un laboratorio di idee, un laboratorio democratico e al contempo, se ci riusciamo, ci trasformeremo in partito politico, se ci riusciamo, senza troppe ansie, perché alla fine insomma, abbiamo una caratteristica, nessuno di noi è pronto a vendere l’anima al diavolo pur di arrivare a fare grandi carriere. Tra di noi non ci sono al momento persone pronte a tutto pur di arrivare a grandi livelli. Forse per questo siamo pochi, forse per questo mai saremo un partito, ma rimarremmo comunque un laboratorio di idee, cioè Forza del Popolo dirà comunque sempre la sua, attraverso il sottoscritto, attraverso quei pochi che siamo. Comunque noi siamo destinati ad esserci finché viviamo. Tranne che qualcuno ci volesse impedire di avere un’opinione politica. La democrazia è bella perché chiunque ha un’idea di valore può proporla, quindi al dì là dei grandi numeri noi, con le idee di valore, già ci siamo e ci saremo, anche se non sappiamo se riusciremo a trasformarci in un partito, strutturandoci sui territori.

Il marchio del Movimento 5 Stelle è un marchio commerciale del tipo Cocacola, o Ferrari, e dice no questa è la linea che dall’alto noi ti diamo o ti adatti o niente, fuori dal non-partito. Quindi ci sono un fantomatico staff che firma dietro il nome di Beppe Grillo e un direttorio; praticamente tra staff e direttorio vi è il piano di comando; comandano questi soggetti su tutto il movimento.

Quest’oggi voglio tornare a parlare del Movimento 5 Stelle, in cui ho individuato, tra le tante cose che non vanno, l’uso di un marchio commerciale per imporre una linea politica ben oltre quella che è la libertà di coscienza che dovrebbe caratterizzare la vera vita democratica. In altri termini, io cittadino dovrei essere libero nella mia coscienza di valutare liberamente la realtà e di incontrare la mia opinione con l’opinione altrui all’interno di un congresso politico. Poi, dal confronto tra tesi e antitesi, si arriva alla sintesi, quindi a definire una linea comune. Ebbene no! Il marchio del Movimento 5 Stelle è un marchio commerciale del tipo Cocacola, o Ferrari, e dice no questa è la linea che dall’alto noi ti diamo o ti adatti o niente, fuori dal non-partito. Quindi ci sono un fantomatico staff che firma dietro il nome di Beppe Grillo e un direttorio; praticamente tra staff e direttorio vi è il piano di comando; comandano questi soggetti su tutto il movimento. Eppure all’interno del Movimento 5 Stelle vi sono tantissimi attivisti, militanti, portavoce e rappresentanti capaci, persone perbene, che credono profondamente negli ideali che hanno permesso al movimento cinque stelle di arrivare alla ribalta nazionale e devo dire che sono la maggior parte, almeno per quelli che conosco; certo ci sono gli arrampicatori sociali, cioè coloro che praticamente utilizzano il movimento cinque stelle per fare la propria carriera, quindi carrieristi ed opportunisti alla stato puro, ma vi sono tantissime persone di grande qualità e anche coerenti rispetto ai fini dichiarati. Ma si assiste oggi sempre di più ad uno scollamento tra quella che è la base e poi quelli che sono i vertici, si vanno tradendo i principi fondamentali del movimento cinque stelle, nei quali noi di Forza del Popolo crediamo: la limitazione dei mandati, in modo che la politica non sia una professione, la rinuncia dei rimborsi elettorali, l’adeguamento delle indennità su parametri giusti ed equi, quindi la rinuncia di una parte dello stipendio parlamentare, il reddito minimo di cittadinanza, una democrazia partecipata, tutto quello che vogliamo, del movimento 5 stelle a noi ci garba tantissimo, tanto è vero che, parlo a titolo personale, personalmente sostenevo queste tematiche ben prima che nascesse il movimento 5 stelle. Lo dico sempre per ricordare ai più distratti che nella democrazia ognuno di noi ha una storia da raccontare ed è bello diciamo sentirsi liberi di farlo, senza necessariamente essere allineati su posizioni che vengono imposte dall’alto. Noi di Forza del Popolo siamo ribelli per vocazione, cioè è proprio per vocazione, non ci stiamo proprio nella pelle a dire signorssì. Eppure siamo sempre pronti a dire sì alle cose buone, ma signorssì no. Ebbene, oggi ci sono troppi signorssì rispetto ad un personaggio che ormai è alla ribalta mondiale, perché i poteri forti hanno già deciso che sarà lui il prossimo presidente del consiglio dei ministri della repubblica italiana ed è Di Maio.

Non puoi pretendere dal tuo avversario politico un comportamento che tu non attui.

Allora, dopo i tanti vaffanculo attraverso cui si è costruito la propria carriera politica, qualche vaffanculo glielo possiamo dare pure noi. Però il nostro non è un vaffanculo è basta, il nostro è un vaffanculo ragionato, bello motivato, cioè dal momento in cui Di Maio (i pentastellati in generale) pretende dal ministro della sanità, della salute, Lorenzin la laurea per essere ministro, dobbiamo chiederci: “ma Di Maio ce l’ha la laurea per fare il presidente del consiglio dei ministri?”. Parlo da laureato, da abilitato all’esercizio della professione d’avvocato e della professione di giornalista, quindi parlo da una posizione in cui non si può dubitare delle mie convinzioni. Per me la laurea non rappresenta altro che un titolo per poi fare un lavoro, ma non è sinonimo d’intelligenza o di capacità. Possibilmente Di Maio senza la laurea sarebbe idoneo a fare il presidente del consiglio ed essere il più grande presidente del consiglio della storia. Ma quello che voglio oggi evidenziare è che tu non puoi pretendere dai tuoi avversari politici … comportamenti che non attui… a me la Lorenzin sta assolutamente sulla pancia, cioè per me non è un ministro delle repubblica ma è una serva delle lobby, sottomessa alle case farmaceutiche, eccetera. Detto questo, tu non puoi pretendere dal tuo avversario politico un comportamento che tu non attui. Cioè tu non puoi pretendere la laurea da un ministro, quando poi tu senza la laurea vuoi fare il presidente del consiglio dei ministri. E’ chiaro questo concetto?

Chi ha deciso nella base del movimento cinque stelle che Di Maio sarà il prossimo candidato del movimento cinque stelle?

Altro aspetto: molti del movimento cinque stelle dicono “ah ecco questi politici di professione senza la politica non hanno reddito, non hanno un lavoro”. Bene, Di Maio prima di entrare in politica era inoccupato, un disoccupato, diciamolo come vogliamo, reddito zero, oggi grazie alla politica reddito favoloso. Possiamo dire quindi che è uno che non ha mai lavorato, o quantomeno quando è entrato in politica non è entrato con il profilo del lavoratore. Quindi, anche qui non puoi pretendere dal tuo avversario comportamenti che tu non attui in prima persona. Ma non solo, chi ha deciso nella base del movimento cinque stelle che Di Maio sarà il prossimo candidato del movimento cinque stelle? Possibilmente sarà il migliore candidato che il movimento cinque stelle è in grado di esprimere, ma chi lo ha deciso? La Rete? Quando? Non mi risulta che si sia fatto un voto. In realtà furbescamente Di Maio, assumendo un carattere istituzionale ed approfittando del fatto di essere il vice-presidente della Camera, ha veicolato subdolamente, subliminalmente, il messaggio che lui è il candidato spendibile per il movimento cinque stelle. E lo ha fatto attraverso una serie di siti paralleli a quelli del movimento cinque stelle, quei famosi siti dove c’è scritto “vergogna” e poi c’è Renzi che si scaccola, “vergogna” e poi ci sono le notizie che non avresti mai letto se non ci fosse stato scritto “vergogna clicca qui per sapere la gravità della situazione di quello che è successo”; ebbene, in questi siti paralleli del movimento cinque stelle compare “Fantastico Di Maio”, uno poi apre e c’è lui da Fazio, poi leggi “Di Maio distrugge Fazio”, “Di Maio distrugge Vespa”, “Di Maio distrugge l’Annunziata”. Poi tu apri e vedi che praticamente sì dice cose condivisibilissime, ma come le dice Lezzi, come le dice Di Battista, come le dice Fico, come le dicono praticamente decine e decine di persone di qualità del movimento cinque stelle, e dove tu non vedi che sta “distruggendo” l’Annunziata, o Vespa, assolutamente no, è messo lì e anzi partecipa al salotto mediatico come uno dei tanti. Però in una fascia dell’elettorato del movimento cinque stelle degli attivisti è maturata l’idea di Di Maio prossimo presidente del consiglio e non vi nascondo che per un po’ di tempo pure io sono stato convinto che potesse essere una buona soluzione, ha un profilo istituzionale, è serio e poi sembra fedele alla linea.

Ve lo immaginate mai un lobbista che rappresenta un gruppo di multinazionali andare in parlamento e dire: “forza Di Maio, facciamo qualcosa, un qualcosa per il popolo, facciamo un qualcosa contro le assicurazioni e contro le banche”?

Senonché in questi giorni dopo essere stato a cena con la Trilaterale, quindi, dopo essere stato ricevuto lui dalla Trilaterale, e chi non sa cos’è la commissione trilaterale si informi su Google prima di sparare a zero sul sottoscritto (mi riferisco a quei militanti che ci hanno addirittura augurato la morte, a noi di forza del popolo solo per aver espresso delle critiche, dei dubbi su certe dinamiche che vengono fuori e dentro del movimento cinque stelle)… qualcosa è cambiato. Quindi, dopo essere stato ricevuto dalla commissione trilaterale, in queste ore a porte chiuse, quindi senza possibilità di accesso ai giornalisti, ha incontrato, è stato ricevuto, perché non è che lui li ha ricevuti, lui è andato dai lobbisti che operano in Parlamento. Chi sono i lobbisti? Cercate su internet, su Google, visto che comunque i cinque stelle si fanno vanto insomma di avere la cultura a 360 gradi attraverso la rete. I lobbisti, comunque ve lo dico io, sono dei piazzisti, sono dei procuratori di grandi multinazionali, dei cosiddetti poteri forti che in parlamento fanno attività di pressione, finanche con la corruzione, per far passare una certa linea quando si vota in parlamento. E quindi sull’azione del governo e sull’azione del parlamento i lobbisti tendono ad esercitare con la loro presenza pratica, concreta, delle pressioni da tradurre poi in provvedimenti legislativi o di governo che vanno incontro agli interessi di coloro che sono rappresentati dai lobbisti. Cioè, ve lo immaginate mai un lobbista che rappresenta un gruppo di multinazionali andare in parlamento e dire: “forza Di Maio, facciamo qualcosa, un qualcosa per il popolo, facciamo un qualcosa contro le assicurazioni e contro le banche”? Quindi voi capite che i lobbisti fanno gli interessi di chi li paga e quando tu caro Di Maio ricevi il lobbista sicuramente non starete a parlare del bisogno del popolo. Non parlerete di undici milioni di italiani che non hanno accesso di fatto alle cure mediche, non parlerete di questo, non parlerete di reddito di cittadinanza, ma parlerete di come inibire i diritti dei cittadini dinanzi a banche, compagnie telefoniche, compagnie assicurative. E dove va a finire uno dei principi fondamentali del movimento cinque stelle che è quello della sovranità monetaria?

C’è uno scollamento tra la base e i vertici del movimento cinque stelle ma anche uno scollamento con quello che si rappresenta con le parole e quello che si fa con i fatti.

Se un prossimo presidente del consiglio, prima ancora di esserlo, già si incontra di nascosto, non di nascosto cioè i giornalisti lo hanno saputo attraverso una soffiata di qualcuno che voleva mettere in cattiva luce Di Maio, non c’è dubbio, ma il fatto c’è, il fatto è reale. A porte chiuse, quindi senza la presenza di giornalisti, Di Maio è stato ricevuto dai lobbisti che operano in parlamento. E quando c’era il giornalista de Il Fatto Quotidiano che lo seguiva sembrava di assistere a Nicola Cosentino che sfuggiva dai microfoni di Anno Zero. Sembrava quindi di assistere ad uno di quei classici politici che Di Maio dice di voler combattere ma solo con la bocca. E quindi c’è uno scollamento tra la base del movimento cinque stella, fatta di valori sani assolutamente condivisi dal sottoscritto, e il comportamento, visto che già Di Maio si comporta come un politico arrivato, quindi non c’è solo il problema che Di Maio non è laureato, che per noi non è un problema, se è in gamba, se fosse il miglior presidente del consiglio del mondo per me andrebbe bene anche senza una laurea, anche da analfabeta, perché per me non è sinonimo d’intelligenza o di capacità politica in sé la laurea, la laurea si può comprare. Insomma. “Compreremo un altro esame all’università” dice la canzone di J-Ax ed è vero! Troppe sono le lauree comprate oggi! Quindi non è questo il problema, non è problema che non aveva prima un lavoro e quindi era privo di reddito e poi lui arriva in politica e campa di politica, come tutti coloro che sono oggetto delle sue critiche. Non è nemmeno questo il problema, perché potrebbe essere uno che dall’oggi al domani si scopre un grande talento, no? Io non ho mai dipinto, ma conosco una persona che fino ai 35-40 anni non aveva mai dipinto e poi un giorno prende il pennello e diventa un grandissimo artista. E lui potrebbe essere uno di questi. Ma il problema è che rispetto a quello che suscita simpatie e ammirazione poi però si comporta in un’altra maniera. Quindi, c’è uno scollamento tra la base e i vertici del movimento cinque stelle ma anche uno scollamento con quello che si rappresenta con le parole e quello che si fa con i fatti. Tu non puoi andare ad essere ricevuto dai lobbisti, tu che rappresenti il popolo! Chi lo ha deciso? Chi ti ci manda? In virtù di che cosa, quale Rete ti ha mai votato che tu devi andare ad essere ricevuto dai lobbisti? E soprattutto per te è normale avere un incontro senza la presenza dei giornalisti, e non dare risposte ai giornalisti che ti inseguono e tu vai scappando come tutti gli altri? Sei uguale agli altri! Scappi dai giornalisti. Invece, ti dovevi fermare e parlare come quando hai cominciato a farti conoscere. E tutto ciò avviene mentre il sindaco di Parma Pizzarotti è sospeso e attende di sapere se sarà espulso o meno dal movimento cinque stelle. E Pizzarotti attende un incontro, un confronto con Di Maio. No caro amico Di Maio, non sarai presidente del consiglio, e se sì lo sarai contro la mia determinata volontà. Perché tu con le parole dici di voler abbattere un sistema, ma già ti sei reso quel sistema, già adesso. Possiamo mai pensare il primissimo Di Maio affermare nelle piazze e dire “io un giorno siederò al tavolo della trilaterale”, “un giorno risponderò presente ai lobbisti del parlamento a sedermi tra loro con le porte chiuse in modo che i giornalisti non possano ascoltare ciò che ci diciamo”? Ascoltare e poi scrivere. Voi potete mai immaginarlo? No. Allora, ecco a cosa serve Forza del Popolo: anzitutto a vigilare, capire, raccontare.

Quando Di Maio esultava per la vittoria del M5S
“Via i lobbisti dal Parlamento”
Pubblicato il 12 nov 2014
Dal sito ufficiale del M5S in Parlamento: http://www.parlamentari5stelle.it

Il M5S a tratti si pone esattamente come modo di intercettare il voto di protesta, il voto ribelle, rivoluzionario, e di spegnere ogni possibile vera alternativa.

Lo dico in modo sereno e chiaro: a volte, noi questi quattro gatti che siamo, abbiamo una difficoltà. Siccome vediamo che certe battaglie il movimento cinque stelle le porta bene avanti, allora ci viene un pensiero. Ci viene il pensiero che effettivamente, visto che loro sono così bravi, noi dovremmo defilarci, a questo punto buono che vada avanti il m5s, e praticamente un giorno sì e un giorno pure questo dubbio ci assale (ndr. di defilarci per non penalizzare il m5s). Vedere un governo a guida m5s, provvedimenti concreti per la realizzazione del programma del m5s, del programma! E non della legge Cirinnà! Ma del programma! Reddito di cittadinanza, togliere i finanziamenti ai partiti, togliere finanziamenti ai giornali, ma sarebbe bellissimo! Una lotta alla corruzione, alla criminalità, sarebbe veramente bellissimo! E noi ce ne staremmo in disparte contenti e felici di portare avanti la nostra vita di padri e di lavoratori che non hanno bisogno assolutamente della politica ma che anzi della politica soffrono, perché le nostre posizioni sul territorio si pagano. Ho letto l’altro giorno, ma l’avevo già letto tempo fa, un articolo in cui Lucia Borsellino, figlia di Paolo Borsellino ed ex assessore regionale in Sicilia alla sanità diceva: “io sono stata isolata dal primo momento perché c’erano delle cose che”; ebbene noi siamo quelli che subiamo ogni giorno gli isolamenti, anche se siamo ben voluti delle persone, ma in certi contesti direzionali e dirigenziali veniamo isolati, quindi la capisco benissimo la Borsellino, ebbene a noi piacerebbe invece vivere in un mondo in cui essere onesti non significa avere una marcia in meno o in più ma quanto meno uguale agli altri. Ma noi paghiamo ogni giorno il prezzo della corruzione degli altri, perché dal momento in cui noi lamentiamo e denunciamo certi fattacci, non è che è gratis il conto, si paga un conto, c’è una controprestazione, una replica, una ritorsione, quindi a noi piacerebbe tantissimo che il m5s fosse più coerente con quello che dice e noi lì a goderci una democrazia più libera, meno corrotta, una società più giusta. Però purtroppo escono fuori queste situazioni, scopriamo quindi che Di Maio non è quello che siamo stati portati a credere, ma è esattamente uno di loro, e capiamo che il M5S a tratti si pone esattamente come modo di intercettare il voto di protesta, il voto ribelle, rivoluzionario, e di spegnere ogni possibile vera alternativa.

Mi auguro che anche Matteo Mangiacavallo, uno dei pochi veramente che ho visto sempre attivi su questo territorio (ndr. provincia di Agrigento) del M5S, si dia una mossa, visto che comunque deve avere una certa vigilanza su ciò che succede sul territorio.

Ce ne accorgiamo senza andare molto lontano a Favara, in provincia di Agrigento, dove il sindaco Alba, l’avv. Alba, una donna che è diventata sindaco con oltre il 70% di consensi (veramente strepitoso successo del m5s), come classe dirigente si va mettere tutti i politici della vecchia gloria della politica. Ma che senso ha? Saranno anche brave persone ma provengono da Alleanza Nazionale, da Futuro e Libertà, provengono praticamente da contesti dirigenziali che il m5s dice a parole di combattere. Mi auguro che anche Matteo Mangiacavallo, uno dei pochi veramente che ho visto sempre attivi su questo territorio (ndr. provincia di Agrigento) del M5S, si dia una mossa, visto che comunque deve avere una certa vigilanza su ciò che succede sul territorio. Attenzione, se il sindaco di Favara mi chiamasse per essere al suo fianco come avvocato, io le direi “no, guarda ci sono 1400 avvocati in provincia di Agrigento, fatti aiutare da altri. Io voglio essere libero di parlare, non posso parlare con il dubbio che chi mi ascolta pensi che voglio l’incarico. No! Vaffanculo all’incarico, tieniti Girgenti Acque, tieniti l’acqua privata”. Ma sapendo che a Favara si stava tenendo un consiglio comunale aperto, prima che venisse eletta Alba, dove siamo stati invitati i maggiori oppositori di Girgenti Acque e che in consiglio comunale strategicamente e furbescamente non si è raggiunto il quorum per non trattare la questione (ndr. sulle inadempienze di Girgenti Acque), scusami sindaco Alba tu prendi e riconvochi il consiglio comunale, ora che hai la maggioranza, ora che si può celebrare, e fai un consiglio comunale per capire quali sono le inadempienze di Girgenti Acque, invece non lo fai. Invece davanti al comitato dell’acqua pubblica di Favara guidato da Gaetano Milioto dici che il depuratore non funziona ma lo stesso si paga, ma vabbè, fai l’avvocato di Girgenti Acque così! Ma fai il sindaco dei cittadini! Sii coerente rispetto alle promesse della campagna elettorale attraverso cui hai preso il voto. Poi soprattutto circondati di persone di altro profilo, non provenienti da altri partiti. Che senso ha? Posto che ribadisco il sottoscritto ha dato un taglio netto, non vuole avere a che fare in niente con governatori a 5s e quando ci sarà un sindaco 5s che mi chiamerà per offrirmi un incarico o una consulenza dirò no! Questo video conservatelo e poi me lo direte.

Le mie critiche nei confronti di Di Maio non è che vanno a legittimare Renzi e Alfano, assolutamente no. Il problema è che Di Maio è esattamente come Renzi ed Alfano! Non c’è differenza! Lo capite? Laddove ci fosse differenza, cosa ci fa Di Maio con i lobbisti, cosa ci fa Di Maio con la commissione trilaterale? Spiegatemelo.

In definitiva, quindi, Forza del Popolo deve esistere, deve esistere fossi anch’io solo per tirar le orecchie a Di Maio e chiunque sia. E ricordargli sempre, ma “chi minchia ti credi di essere!? Ti sei fatto una carriera su certi argomenti e appena hai raggiunto un minimo di visibilità, hai tradito popolo, hai tradito tutti ed hai fatto i cazzi tuoi personali. E siccome ti sei costruito una carriera sul vaffanculo agli altri, è ora il momento che ti sorbisci tutti i vaffanculo che hai dato agli altri”. Attenzione, i vaffanculo nei confronti degli altri sono meritati e le mie critiche nei confronti di Di Maio non è che vanno a legittimare Renzi e Alfano, assolutamente no. Il problema è che Di Maio è esattamente come Renzi ed Alfano! Non c’è differenza! Lo capite?

Non c’è cosa peggiore di una persona di potere, perché la persona di potere tende poi al totalitarismo, alla battaglia politica più meschina, alla eliminazione dell’avversario politico attraverso stratagemmi vari, come nel caso di Pizzarotti.

Laddove ci fosse differenza, cosa ci fa Di Maio con i lobbisti, cosa ci fa Di Maio con la commissione trilaterale? Spiegatemelo. Bisogna puntare il dito anche su coloro che all’interno del m5s tradiscono i principi del m5s e bisogna farlo per impedire che sorgano altri Renzi e altri Alfano, praticamente persone non a servizio del popolo ma persone di potere, persone di potere! E non c’è cosa peggiore di una persona di potere, perché la persona di potere tende poi al totalitarismo, alla battaglia politica più meschina, alla eliminazione dell’avversario politico attraverso stratagemmi vari, come nel caso di Pizzarotti. Pizzarrotti sta pagando il fatto che siccome ha una visibilità nazionale ed è stato il primo sindaco del m5s cinque stelle di una città importante, sta lavorando bene, allora può essere una buona alternativa a Di Maio, allora tu te lo elimini così. Che differenza c’è con Renzi che dice stai sereno a Letta? Mi pare nessuna differenza. Quindi, invito alla ribellione la base del m5s per chiedere chiarezza. Ormai i tribunali lo dicono, come ho sempre sostenuto da anni ormai, che il m5s è un partito, è un partito! Anche se tu dici che non sono una persona, io rimango una persona; questa non è una macchina ma rimane una macchina, questo non è un cellulare, ma rimane un cellulare. Così, questo non è un partito, noi non siamo un partito, ma di fatto è un partito! Adesso i tribunali della Repubblica lo hanno affermato, interinalmente attraverso ordinanze, come un’ordinanza che riammette all’interno del partito gli espulsi di Napoli dal m5s. E quando ieri il giornalista de Il Fatto Quotidiano inseguiva Di Maio e Di Maio chiedeva “ma lei se le letta la sentenza?”, ha trovato un giornalista che giustamente non è un avvocato, ma un giornalista. Io l’ho letta caro Di Maio, io l’ho letta l’ordinanza e ti sfido, anche se è chiaramente una sfida buttata così perché insomma non vai a parlare con Pizzarotti e dovresti venire a parlare con me, cioè proprio non esiste. Ma avremo occasione, la vita non è breve ci auguriamo e a Dio piacendo, la vita è lunga e avremo occasione. Una delle caratteristiche del sottoscritto è la pazienza, la mancanza di ansia di arrivare, niente, il tempo passa scorre e se sarà sarà, senza vendere l’anima al diavolo. E allora io mi chiedo a questo punto in chiusura. Siamo sicuri che Di Maio non abbia già venduto l’anima al diavolo?”. Fine trascrizione.

6 pensieri riguardo “Musso distrugge Di Maio

  1. Rimango sempre del parere che, chiunque decide di iscriversi ad un partito, lo fa solo ed esclusivamente per assicurarsi un futuro per lui e la sua prole, conoscerà persone sempre più potenti e corrotte con guadagni facili e non sudati appartenenti alle lobby di oggi….. e domani lo sarà lui. La politica di oggi è il contrario della logica e dei principi della democrazia.

  2. Se i tuoi accorati commenti verso il m5s fossero cosi accurati nel descrivere la situazione di povertà di 5 milioni di abitanti, se fossero accurati definendo un furto l’abolizione dell’art. 18 dello statuto dei lavoratori, se fossero accurati definendo un furto la controriforma “Fornero”, se fossero accurati definendo un furto gli aiuti di stato alle banche, se fossero accurati definendo un furto gli adeguamenti delle pensioni che sono stati bloccati, se fossero accurati definendo un furto il blocco dei contratti di categoria (scatti anzianità), se fossero accurate definendo un furto il mancato pagamento dello stato dei propri debiti alle piccole imprese, se fossero così accurate definendo gli appalti dei lavori nel pubblico un’altro furto organizzato, se fossero accurati nel definere furti i privilegi della casta politica che si guardano bene dal contro riformare, se fossero accurati nel definire furti i referendum disattesi quali le privatizzazioni o quelli sul rimborso elettorale e potremmo continuare …………….. mi staresti simpatico. Impegnati verso il popolo che cerca lavoro e che non può subire una delle tassazioni più alte in europa ………. dimenticavo: non ho la laurea.

    1. Qui lo Staff. Gentile Mario Trapani, Lei sta conoscendo la nostra voce in questa singola occasione. Se cerca su Google capirà che proprio Musso è uno di quelli che da decenni si batte per i temi da lei indicati.

  3. io non credo a una sola parola di quello che dici ma se cosi fosse il movimento lo butterebbe fuori non come fanno i tuoi amici politici corrotti

  4. “Musso distrugge Di Maio” non faccio politica ma mi chiedo: “Che genere di titolo sarebbe questo?”. Mi sembra che Musso sia fra le nuvole e sogna la Società che tutti vorremmo ma la Società reale è molto diversa dalla Società auspicata. Il parlare di Musso mi ricorda il parlare dei vecchi comunisti che mettevano al rogo i sindacalisti che venivavo sorpresi a prendere il caffé in compagnia del datore di lavoro (che sfruttava i lavoratori). Una cosa è sognare e contestare e altra cosa è “governare”. Quando si è arrivati a “distruggere” i datori di lavoro, si è compreso che senza di questi si è andati verso la fame di cui sono affetti oltre cinque milioni di italiani (solo per il momento). La politica si fa col parlare, col dialogare, col trattare e, principalmente, con i compromessi. La realtà è che il mondo è nelle mani dei grandi finanzieri, che in qualsiasi tempo e con qualsiasi governante o governanti, hanno dominato e continueranno a dominare. Di Maio o qualsiasi altro Di Maio, Renzi, Berlusconi, Peppennappa, Cicciopinna, ecc, ecc, da buoni politici debbono sedersi al tavolo con chi ha i soldi, se vogliono migliorare la società redistribuendo la ricchezza. Se non si sta attorno a un tavolo per discutere e mediare per giungere ai compromessi di cui è fatta la politica, finiremo anche noi nelle fila dell’isis con la convinzione che il mondo migliora distrugendo il nemico. Ripeto, per memoria, non faccio politica né me ne intendo ma so che le tasse si debbono pagare per sostenere i servizi e gli addetti, ma a nessun politico ho mai sentito dire che le tasse si debbono pagare tramite le accise sui consumi e sui redditi e non sulle proprietà di qualsiasi genere (auto, macchinari, terreni, fabbricati, castelli, luna, sole, ecc.) che se producono reddito danno un gettito nelle casse dello Stato, che sostiene i servizi, ma se non producono reddito, portano alla fame chi li possiede, con riserva di suicidio. Il nemico numero uno dei cittadini è lo Stato che ti chiede la “tangente” sotto forma di tasse, quando puoi pagarla, ma te la chiede anche quando non hai da mangiare. La mafia, forse, è più umana perché non ti chiede nulla quando ti vede che non hai da mangiare. Nessun politico né giornalista né economista vuole capire che la soluzione del pil italiano e il rilancio dell’economia dipendono dal modo di tassazione globale sopra esposto e di cui sono fortemente convinto. Bisogna attivare la corsa alla proprietà di qualsiasi bene, perché qualsiasi bene necessita di manutenzione continua che crea lavoro, quindi reddito e accise per lo Stato.

Rispondi