Papa Francesco è una forza del popolo inviso alle élite dominanti

Occorre, oggi più che mai, sforzarsi di raggiungere un livello d’onestà in cui la legge nulla può. La disonestà materiale è punita dal codice penale, mentre quella intellettuale è premiata dalle élite finanziarie che non tollerano, fino a infangarla, la voce di chi esce dal coro e come un fulmine a ciel sereno annuncia un temporale in arrivo. Una delle voci fuori dal coro è quella di Papa Francesco, una vera forza del popolo. L’onestà intellettuale vuole che Papa Francesco sia l’autorità morale che più di tutte rappresenta gli oppressi, di qualunque profilo. Per ciò, Papa Francesco è inviso alle élite, proprio perché soventemente, un giorno sì e l’altro pure, mette in discussione sin nel profondo delle coscienze una serie di punti nevralgici della dimensione attuale dell’esistenza. Nell’opera di delegittimazione della sua autorità morale, sapientemente orchestrata finanche nelle segrete stanze vaticane, chi ha in odio Papa Francesco lo dipinge sempre, con una perniciosa attività di controinformazione bufalara, come alleato delle “banche”, dei poteri finanziari. Un’eminenza nera sarebbe Francesco nella realtà delle cose, a dispetto dell’abito candido che lo veste! Inviso, poi, è a tutta la cerchia di prezzolati intellettuali destrorsi e sinistroidi, che perorano teorie bislacche e si contrappongono tra loro in un circo mediatico in cui si finge lo scontro con l’obiettivo di confondere le masse e di spostare la loro attenzione da temi sensibili a temi tutto sommato secondari o ininfluenti.

Ma perché Papa Francesco è temuto e diffamato dai poteri forti? Perché è senza dubbio un’autorità morale in grado di spostare in pochi giorni gli equilibri politici di ogni Stato. La non ingerenza nelle questioni politiche nazionali del Pontefice, a dispetto di quanto certa narrativa diffamatrice racconta, è un vissuto concreto che rende credibile la sua autorità morale. Tuttavia, quando il Papa afferma certi principi astratti e generali, giocoforza vi è un impatto sulle questioni concrete e particolari. E qui sorge il problema, perché milioni di coscienze ogni giorno si nutrono delle esortazioni del Papa, diametralmente opposte ai diktat dei poteri massomafiosi mondiali.

E perché Papa Francesco è temuto e diffamato dagli intellettuali prezzolati? Perché il compenso dato loro dalle élite dominanti comprende la gloria delle vestigia di autorità morali, di guide “spiritualaiche” del popolo. Quindi, gli intellettuali asserviti al sistema percepiscono Papa Francesco come un competitor che li spegne tutti.

Dobbiamo uscire dalla morsa “élite dominante/intellettuali asserviti” per capire l’audacia del pensiero di Papa Francesco, esposto a terribili pericoli che ne possano determinare finanche l’eliminazione fisica. Per Papa Francesco, c’è “una bancarotta” dell’umanità al quale non si vuole porre riparo. Lo ha ribadito nell’ultima udienza ai movimenti popolari, quindi lo ha ricordato anche a noi di Forza del Popolo.

“Cosa succede al mondo di oggi che, quando avviene la bancarotta di una banca, immediatamente appaiono somme scandalose per salvarla, ma quando avviene questa bancarotta dell’umanità non c’è quasi una millesima parte per salvare quei fratelli che soffrono tanto? E così il Mediterraneo è diventato un cimitero, e non solo il Mediterraneo… molti cimiteri vicino ai muri, muri macchiati di sangue innocente”.

Ecco come con poche parole Papa Francesco riesce a sconquassare gli assiomi su cui si fondano le politiche economiche e sociali degli Stati allineati alla più ortodossa dottrina neoliberista. Come quando lega il terrorismo al denaro che governa il mondo con “la frusta della paura”. O come quando spiega che il corrotto è uno zombie, un morto vivente, uno morto dentro che cammina senza la vita. In definitiva, Papa Francesco è nella realtà delle cose una forza del popolo, per nulla espressione delle élite dominanti, che anzi lo vorrebbero morto. L’onestà intellettuale esige il riconoscimento espresso di tale evidenza.

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