Patto per la Sicilia – I segnali politici sono chiari

Cosa si nasconde dietro il Patto per la Sicilia firmato nella Valle dei Templi da Rosario Crocetta, Angelino Alfano e Matteo Renzi? Lillo Massimiliano Musso spiega il segnale politico che Alfano ha inteso dare al suo territorio, la risposta di Totò Cuffaro con l’assenza del fratello Silvio, sindaco di Raffadali, la subordinazione di quasi tutti i sindaci agrigentini, comprese le due sindache grilline di Porto Empedocle e di Favara, riprese nei selfie che hanno fatto il giro d’Italia. Milioni e milioni di euro, finanche a miliardi, saranno in transito per la Sicilia nei prossimi anni, se saranno mantenute le promesse di Crocetta, Alfano e Renzi. La sola incredibile notizia, perché il trio CAR (Crocetta Alfano Renzi) non è credibile per nulla, alimenterà il voto di scambio nelle prossime consultazioni elettorali, in un riedito clientelismo che è l’unico bacino elettorale ove il potente Alfano può pescare i suoi voti. Per Alfano è l’ultima spiaggia. Forte di una classe dirigente potentissima, Alfano non ha consenso popolare. E’ un fatto oggettivo. Il suo partito, dunque, rischia il patatrac. Ecco, allora, la chiave di lettura della kermesse all’ombra dei Templi di Agrigento, a metà tra il cabaret e la tragedia greca, di un dio minore in caduta libera, alla ricerca disperata, nella lotta contro il tempo, di una via d’uscita dal suo dramma per restare dentro il giro che conta. Non ha consenso, allora cala l’asso di 6 miliardi di euro per la Sicilia, senza tuttavia spiegare dove troverà queste risorse. Un colpo basso al cuore della democrazia siciliana, ove a causa di politici come Alfano non trova attuazione il fatto costituzionale che la Regione Siciliana è per legge, per Costituzione, autonoma rispetto alla Repubblica. Se si attuasse lo Statuto siciliano, tanto osteggiato da siciliani come Crocetta e Alfano, la Sicilia non avrebbe bisogno né di elemosine né di promesse di questi marinai, condottieri di una nave che affonda sempre più.

Aggiornamento del 08.10.2016. Si aggiunge al coro un altro Alfano qualunque

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