Pochi sanno cosa sia il CETA, per il semplice fatto che qualcuno non vuole che si sappia

di Gianpaolo Gorgoglione

Nella notte del 15 febbraio 2017 è stato approvato dal Parlamento europeo il “CETA” (si pronuncia “si-ta”). Pochi conoscono la nuova sigla, anche se qualcuno se ne è occupato in modo approfondito. Ma cos’è il CETA?
In sintesi, il CETA è un accordo economico e commerciale tra UE e Canada, che potrebbe consentire alle multinazionali di ribaltare a loro favore le vigenti leggi in materia di commercio internazionale.
1598 pagine del CETA, infatti, sono dense di concreti pericoli per la nostra salute, per l’ambiente e per il mondo del lavoro.
Ad esempio, il rischio di ingresso di OGM e pesticidi attualmente vietati in Italia è non solo possibile, ma altamente probabile, così come l’importazione di prodotti derivati da animali trattati con ormoni della crescita e vaccini.
Ma perché arriva all’improvviso il CETA? Risposta semplice: minor costo di produzione, minore qualità del prodotto, più concorrenza a ribasso, massimo profitto per le multinazionali.
Ci si attenderebbe il furore in piazza contro l’ennesimo accordo contro il popolo, contro diritti fondamentali delle persone, ma si vi è quasi la tragica sicurezza che le piazze si riempiano solo quando c’è da andare a favore delle stesse multinazionali, sfogando sdegno solo per le questioni sponsorizzate dalle stesse e che i media impongono subliminalmente di seguire.
Non sia mai che si obietti contro le corporazioni ed i veri padroni del mondo!
Sarebbe troppo giusto e rivoluzionario.

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