Regione siciliana: spesa pubblica bloccata in attesa delle elezioni di Giugno…

Ci trattano come una ‘colonia’. Facciamo un breve conto di tutti i soggetti che il Governo regionale e la maggioranza dell’Assemblea regionale di centrosinistra hanno lasciato a ‘secco’. Sono oltre 120 mila persone. Tutti aspettano i soldi dalla Regione. Pagamenti rinviati a Giugno. Anzi a dopo le elezioni comunali di Giugno. Non è arrivato il momento di ribellarsi? 

L’ultima notizia arriva dal bacino degli ex Pip di Palermo. Sono circa 3 mila precari – forse un po meno, visto che alcuni hanno accettato una sorta di borsa lavoro per andare via – che prestano servizio nella pubblica amministrazione. La storia è sempre la stessa: la Regione siciliana è senza soldi e non paga. Tutto vero, per carità, anche se…

Dai Pip ai precari dei Comuni: sono 24 mila, in alcuni casi lavorano da vent’anni negli uffici dei Comuni. Per carità, sono entrati senza concorso, in barba alla Costituzione italiana. Ma, lo ribadiamo, sono negli uffici comunali da anni, alcuni anche da vent’anni o giù di lì. Lavorano con contratto a tempo determinato – in quanto precari – ma lavorano in tali uffici: di fatto, chi lavora in una pubblica amministrazione da vent’anni è entrato a far parte della stessa pubblica amministrazione.

La notizia è che, anche per loro, non ci sono soldi. Alcuni Comuni, tassando gli altri cittadini, riescono a pagarli. Altri Comuni non hanno più questa possibilità e aspettano i soldi della Regione.

Province, o ex Province, o Consorzi di Comuni o città metropolitane nel caso delle ex Province di Palermo, Catania e Messina. Girala comu voi, ma sempri cucuzza è, recita un vecchio adagio siciliano. Insomma, le nove Province siciliane riformare con i nuovi nomi hanno sempre 6 mila e 500 dipendenti che non possono essere pagati perché la Regione non ha i soldi.

Nelle stesse condizioni sono i dipendenti – precari – delle società che fanno capo alle ex Province dell’Isola.

Se proseguiamo nel nostro ‘viaggio’, ci accorgiamo che i corsi di formazione professionale della Regione siciliana, che sarebbero dovuti partire a Giugno, partiranno a Ottobre.

Quando per gli studenti siciliani cominciano a frequentare la scuola dell’anno scolastico successivo, i giovani siciliani che si iscrivono ai corsi di formazione cominciano a seguire i corsi dell’anno precedente! Un anno di ritardo.

Se facciamo un ‘giro’ per gli enti regionali ci accorgeremo che sono quasi tutti senza soldi.

Proseguendo con i 24 mila operai della Forestale notiamo una cosa strana: nella manovra economica e finanziaria 2016 è stata inserita una norma che blocca il turn over, ovvero i passaggi di qualifica: cioè i soldi in più in busta paga per gli operai, perché se non ti promuovono nel gradino superiore.

Ci sono quelli che effettuano 51 giornate lavorative all’anno (cinquantunisti); ci sono quelli che ne effettuano 78 giornate lavorative (settantottisti); e ci sono quelli che lavorano 151 giornale all’anno (centocinquantunisti).

La norma regionale è stata approvata. Ma pur essendo legge non viene applicata.

La norma verrà applicata – il prossimo anno, o forse dopo le elezioni regionali del 2018 – perché interessa l’INPS, che vuole risparmiare un sacco di soldi in Sicilia (ricordiamo che nei periodi dell’anno in cui gli operai forestali non lavorano percepiscono una piccola indennità INPS: bloccando la progressione di carriera, lo stesso INPS risparmierà).

In ogni caso, di applicare subito una legge regionale non se ne parla.

Poi ci sono le associazioni, gli enti e le fondazioni culturali, tutte senza soldi.

E anche le Riserve naturali e i Parchi in attesa dei fondi regionali.

Se fate bene i conti, vi accorgerete che tutte queste persone lasciate a ‘secco’ sono oltre 100-120 mila unità.

Certo, la Regione siciliana è stata massacrata dal Governo Renzi che, calpestando lo Statuto, si tiene entrate finanziarie di pertinenza regionale.

Ma lo Stato deve ancora versare 500-550 milioni di Euro alla Regione. Soldi che non arrivano. Per non parlare dei 167 milioni di Euro della formazione professionale che non sono fondi regionali, ma europei, bloccati lo stesso.

Insomma, la domanda è una: perché quest blocco della spesa?

Risposta: perché a Giugno vi vota alle elezioni comunali. E i partiti di Governo non hanno alcuna intenzione di perdere le elezioni. E siccome la Sicilia è ormai trattata come una ‘colonia’, ai ‘coloni’ si fa il seguente ragionamento:

prima vediamo come vanno le elezioni, poi parliamo dei soldi, che non sono un vostro diritto, ma dipendono da noi.

Avete chiaro come la vecchia politica siciliana – con in testa il PD – amministra la cosa pubblica?

Prima andiamo a votare, poi si vedrà.

Ora in Sicilia, ci potete giurare, verrà anche Renzi: verrà a promettere i soldi che ha già depredato alla Regione siciliana con la connivenza’ degli ‘ascari’ che governano la nostra Isola.

Sapete chi erano gli ‘ascari’? Ne parla Gaetano Salvemini: sono i politici meridionali che si vendono a Roma. O meglio – nel caso della Sicilia, dove ‘sta ‘razza’ è molto diffusa – svendono la Sicilia e i diritti dei Siciliani a Roma.

Come ha fatto il presidente della Regione, Rosario Crocetta, che nel Giugno del 2014 ha rinunciato, a nome di 5 milioni di Siciliani, agli effetti di pronunciamenti della Corte Costituzionale favorevoli alla Sicilia. Regalando al Governo Renzi quasi 5 miliardi di Euro!

Sì, quei soldi che ora mancano alla Regione siciliana per andare avanti, Crocetta, due anni fa, li ha regalati al Governo Renzi.

Una minima parte – molto minima – di questi soldi rientrerà dopo le elezioni di Giugno.

Secondo voi i Siciliani si debbono fare trattare così da questi ‘banditi’ romani e dagli ‘ascari’ del centrosinistra che governano la Sicilia?

Serve una rivoluzione delle coscienze. Forza del Popolo vi invita a ribellarvi. Non ci possono trattare così. Non possono bloccare le retribuzioni e, in generale, le risorse finanziarie che riguardano oltre 120 mila persone in attesa del voto. Nemmeno i vecchi dorotei della DC arrivavano a tanto.

Ci dobbiamo svegliare. Ne va della nostra dignità.

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