Rifiuti, continua la recita a soggetto della Regione

Si torna alla fase emergenziale. Come prima, più di prima. Insomma, ancora una volta servono poteri straordinari. Se servano a risolvere la situazione, o a gestire gli appalti più ‘agilmente’- cosi come è sempre stato- lo vedremo presto…

Il governo dei parolai colpisce ancora: “Lavorerò per rilanciare la raccolta differenziata dei rifiuti” aveva annunciato la magistrata Vania Contraffatto appena insediatasi all’assessorato regionale che si occupa di questo settore. Come no… l’abbiamo visto. Le nostre città sono pulite e tutti gli impianti per la differenziata funzionano. Nei nostri sogni. 

La realtà, purtroppo, è un’altra.  Si ricomincia dall’emergenza.  Come ai tempi di Cuffaro. Come prima, più di prima.  La giunta regionale, infatti,  ha approvato la richiesta dello stato di emergenza per un anno per il settore dei rifiuti. “Una misura che riteniamo necessaria per fronteggiare adeguatamente la situazione ed evitare problemi di natura sanitaria a partire dal prossimo giugno – dice ora la Contrafatto – L’impegno profuso dal governo nella realizzazione degli impianti e nell’elaborazione di un nuovo disegno di legge che riformi il settore, rendendolo finalmente efficiente, purtroppo da solo non può bastare in assenza di poteri straordinari che consentano di ridurre i tempi burocratici e di velocizzare le procedure”.

Insomma, ancora una volta servono poteri straordinari. Se servano a risolvere la situazione, o a gestire gli appalti più ‘agilmente’- cosi come è sempre stato- lo vedremo presto.

Fatto sta che, in questo come in altri settori, questo governo “della legalità” non si distingue dagli altri.  E non si distingue nemmeno nelle soluzioni proposte. si torna, infatti, all’idea di bruciare i rifiuti nei cementifici, già avallata dal Governo Lombardo. Dagli uffici della Regione dicono che si tratta di un’operazione sicura, addirittura “green”, che si fa già in altre parti d’Italia, ad esempio in Abruzzo.

Ma è davvero così?

Non è d’accordo Legambiente. Lo era quando a guidarla c’era Mimmo Fontana, con Gianfranco Zanna si cambia musica:  Questa ipotesi- dice Zanna-  prevede innanzitutto la presenza degli impianti di selezione dei rifiuti per togliere l’umido e contestualmente bisogna adeguare le cementerie, che, a loro volta, devono essere autorizzate. Per questo ci vuole tempo, lo stesso per indire le gare e portare i rifiuti fuori dalla Sicilia. Il solo scopo del governo è fare scoppiare un’emergenza sanitaria e arrivare allo scellerato e fallimentare commissariamento”.

E, infatti così è.

Intanto da Roma  arriva una richiesta di chiarimenti sulla ‘genialata’ della Contraffatto: quella di inserire in finanziaria la possibilità di multare i Comuni che non raggiungono il 65% della differenziata. Per abbellire il nuovo balzello, l’hanno chiamato ‘ecotassa’.  Più saranno i rifiuti conferiti in discarica, più crescerà l’ecotassa da versare alle casse della Regione. Di fatto, i  cittadini già pagano per questo  nella ‘bolletta’ della TARI, la Tassa per i rifiuti. Sono i soldi che i cittadini pagano per il ricorso alla discarica.

I Comuni dell’Isola nei quali, invece, la raccolta differenziata dei rifiuti supera il 60 per cento non fanno pagare questo tributo speciale. 

Il problema è che, in Sicilia, i Comuni virtuosi, quelli, cioè, che superano il 60 per cento di differenziata, sono pochissimi. Non per responsabilità dei cittadini, ma delle pubbliche amministrazioni che non sono riusciti a organizzare la raccolta differenziata. Quindi, la giunta, illuminata dalla Contrafatto, ha pensato bene di scaricare sui cittadini le responsabilità dell’amministrazione. Bella mossa. 

Ora Roma potrebbe impugnare quella norma. E sarebbe cosa buona e giusta.

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