Sicilia Autonoma. 7 miliardi di buone ragioni per tenerci schiavi

di Tony Troja

Francamente mi interessa poco conoscere i nomi dei famosi che voteranno NO al Referendum. Da siciliano, non posso che votare NO, perché la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione comporterà per la Regione Siciliana gravi problemi di assetto finanziario, quindi di natura economica. Alcuni direbbero “Va be’, già la Sicilia è messa male…”. E’ vero, la Sicilia barcolla, ma è anche vero che non molla. Nonostante qualcuno voglia fare passare il messaggio che è colpa dei siciliani, tra cui pochi sanno storia e presente della propria regione, in realtà la responsabilità è di una classe politica siciliana asservita a partiti con base a Roma, Milano e Genova, che di queste segreteria ha fatto gli interessi a scapito dei siciliani. Parafrasando un grande autore, odierete gli oppressi come voi e vi schiererete dalla parte dei vostri stessi oppressori, allo stesso modo gli attacchi che molti siciliani sferrano all’Autonomia siciliana, considerata come il male della Sicilia, non può restare senza una ferma e precisa nostra reazione. Lo Statuto siciliano è fonte della nostra libertà di siciliani, perché ci consente l’autogoverno rispetto al resto d’Italia. Facciamo chiarezza almeno sui punti fondamentali, anche per capire le ragioni per cui lo Stivale è la palla al piede della Sicilia e non viceversa.

Il nome istituzionale della Sicilia non è Regione Sicilia ma Regione Siciliana perché è considerata al pari di un piccolo stato indipendente ed è nata prima della Repubblica Italiana. La Regione Siciliana è l’unica regione dello Stato italiano che ha un parlamento che può legiferare. Lo Statuto Speciale della Regione Siciliana (nato prima della Costituzione) non è un privilegio (come pensano i maligni e gli ignavi) ma è Carta Costituzionale, un diritto conquistato duramente e successivamente inserito nella Costituzione (proprio nel Titolo V).

Lo Statuto Speciale della Regione Siciliana NON È MAI STATO APPLICATO.

Ora vi spiego perché voterò NO: se dovesse vincere il SÌ, quindi se si revisionasse il Titolo V, molte competenze tornerebbero in maniera esclusiva allo Stato. Se non vi sembra un buon motivo per votare NO, lasciate che vi illumini su cosa significhi in termini economici il far tornare queste competenze allo Stato: sulla carta, la Regione Siciliana è una regione a statuto speciale, quindi è una regione autonoma dello Stato italiano. Sulla carta. Ribadisco “sulla carta”, perché questo statuto non è stato ancora applicato.

Tutti i soldi derivanti dal gettito fiscale e dalle risorse naturali ed energetiche dell’Isola, in virtù dello Statuto siciliano dovrebbero restare nelle casse della Regione Siciliana. Ed invece, vengono prelevati in maniera incostituzionale, quindi rubati, dallo Stato italiano.

Alessandro Baccei (assessore di Crocetta, inviato da Renzi per commissariare di fatto il bilancio regionale) ha ammesso lo scippo di sette miliardi di euro all’anno provenienti dal solo gettito fiscale, che subisce per altro un’evasione di ulteriori due miliardi. Ciò significa che la “torta” siciliana vale per l’Italia più di 9 MILIARDI DI EURO.

Se vince il Sì, alla Sicilia restano le competenze SU sanità, politiche sociali, sicurezza alimentare, istruzione e ordinamento scolastico e allo Stato passano le competenze proprio su finanza pubblica e sistema tributario. PRATICAMENTE SIGNIFICA: “Noi Stato italiano diamo a voi, Regione Siciliana, le competenze su sanità, politiche sociali, sicurezza alimentare, istruzione e ordinamento scolastico, ma dovete farlo senza soldi, visto che il vostro gettito fiscale diventa nostro”. Specificamente, ciò che ad oggi è un furto, viene legalizzato.

In definitiva, con la revisione del Titolo V cessa persino la fioca speranza di spendere per i siciliani queste risorse, come Legge prevede. Crocetta, sul punto, ha tradito i siciliani, vendendoli per 500 milioni di euro una tantum. Se vince il Sì, tutti i soldi dei siciliani andranno di diritto allo Stato italiano, alimentando ancora di più la balla colossale che vede la Sicilia palla al piede dell’Italia. Quindi, quello che è oggi un furto sarà legalizzato anche sul piano costituzionale.

Ma se la Sicilia è davvero la palla al piede, perché non ci lasciano separare?
Indovinate un po’…. ci sono più di sette miliardi di buoni motivi, recuperando l’evasione, persino nove!

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