“Una Sicilia con le carte in regola”. E le carte dello Stato, come sono?

L’indimenticato Presidente della Regione Siciliana, Piersanti Mattarella, parlava della necessità di “una Sicilia con le carte in regola”. Facciamo nostra questa battaglia e Dio solo sa quanto è dura.  Ma ci batteremo anche perché le carte in regola le abbia anche uno Stato che, secondo la Corte dei Conti, continua a trattenere risorse che ci appartengono. Lo dimostra anche il caso della mozione oggi in discussione all’Ars…

L’indimenticato Presidente della Regione Siciliana, Piersanti Mattarella, parlava della necessità di “una Sicilia con le carte in regola” che avrebbe consentito alle sue istituzioni di interfacciarsi con Roma senza prestare il fianco ad attacchi e critiche.  Va da sé che per il Presidente Mattarella questo rimase un sogno. Il suo assassinio, sui cui contorni regna ancora il buio,  pose fine alle sue battaglie, e per certi versi, anche a molte speranze.

Mattarella, dunque, sapeva che la Sicilia non avrebbe potuto rivendicare nulla finché nella nostra regione a dominare fossero stati interessi opachi e una classe dirigente mediocre, corrotta, asservita ai potentotti di turno e alle sgreterie romane.  Ma sapeva anche che era necessaria “una forza di pressione capace di controbilanciare le spinte e le sollecitazioni che sull’apparato politico-burocratico esercita la struttura socio finanziaria del Nord” . Parole pronunciate all’Ars nel 1971. Come queste: “L’autonomia regionale speciale che costituisce la risposta democratica ed unitaria del nuovo Stato repubblicano alle istanze della Sicilia del dopoguerra rimane patrimonio inalienabile di cui siamo e saremo sempre gelosi custodi”. Lo diceva per rispondere alle tentazioni centraliste ben visibili ancora oggi.

La battaglia di Mattarella, dunque, era concentrata su due fronti: uno interno (“La Sicilia con le carte in regola”) ed uno esterno (“le pressioni della struttura socio-finanziaria del Nord”).

Una battaglia che rimane attualissima. La Sicilia, infatti, le carte in regola ancora non le ha. Ed è da qui che parte il nostro impegno. Ma, è evidente che neanche lo Stato ha le carte in regola nei confronti della Sicilia e, in generale del Sud. Non vogliamo scomodare la Svimez (l’Associazione per lo sviluppo del Mezzogiorno) che in tutti i suoi report denuncia l’assenza di politiche economiche volte a ridurre il gap tra Nord e Sud.  Ci limitiamo a quanto sta accadendo in questi giorni in Sicilia. All’Ars, in particolare.

In questo articolo vi raccontiamo della seduta di ieri sulla mozione che chiede al Governo regionale di rivedere l’accordo firmato, in gran segreto, dal Presidente della Regione Rosario Crocetta e dal Ministro per l’Economia, Pier Carlo Padoan, con cui la Sicilia rinuncia ai soldi che avrebbe potuto incassare grazie ad alcuni pronunciamenti favorevoli della Corte Costituzionale. Vedremo come finirà oggi pomeriggio.  Ma l’accordo è emblematico: uno Stato che toglie risorse ad una regione sull’orlo del fallimento e un Presidente della Regione che toglie ai poveri (i siciliani) per dare a Roma.  Chi ha le carte in regola?

L’elenco sarebbe lungo. Per ora ci limitiamo a ricordare la deliberazione della Corte dei Conti Siciliana dello scorso dicembre in cui i magistrati contabili accusano l’Agenzia delle Entrate- lo Stato, dunque- di trattenere entrate erariali di spettanza regionale “in maniera unilaterale, privando conseguentemente la Regione Siciliana della liquidità necessaria per fare fronte alla chiusura del programma comunitario e ai pagamenti della PP.AA”. Insomma, i Comuni sono in ginocchio, le Province pure, così come tanti altri settori della vita pubblica siciliana. I soldi per tamponare le emergenze ci sarebbero, ma lo Stato li trattiene e i nostri politici non dicono nulla. 

Ecco perché noi di Forza del Popolo ci impegneremo per una “Sicilia con le carte in regola” e Dio solo sa quanto lavoro c’è da fare. Ma ci batteremo anche perché queste carte in regola le abbia anche chi tira le fila del nostro destino economico.

Un pensiero riguardo ““Una Sicilia con le carte in regola”. E le carte dello Stato, come sono?

Rispondi